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Modena, imprenditrice davanti al giudice: «Mio marito è un violento»

Modena, imprenditrice davanti al giudice: «Mio marito è un violento»

Imprenditrice racconta al giudice: «Botte per gelosia, mi puntò il coltello al collo»

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In una drammatica udienza davanti al giudice un’industriale quarantenne modenese ha rievocato ieri mattina la terribile escalation di violenze subite dal marito geloso alla fine del loro rapporto. Un caso delicato che ha sicuramente molti risvolti ancora da chiarire - il marito sarà ascoltato a fine giugno - ma che ruota attorno a due episodi specifici che hanno portato il coniuge (oggi separato) a processo con le imputazioni di maltrattamenti in famiglia e lesioni.

La vittima della violenza domestica ha raccontato con precisione la fine di una relazione durata sedici anni. All’origine delle improvvise esplosioni di collera del marito, la certezza granitica che la moglie lo tradisse. La offendeva e le chiedeva continuamente dove nascondeva un secondo cellulare, che lei ha spiegato non essere mai esistito. Un’ossessione di gelosia che l’ha spinta a cercare con lui questo telefono in ogni angolo della casa per dimostrargli che era una fantasia. La frustrazione del marito di fronte alla ricerca di una conferma del tradimento è probabilmente un motivo che lo ha spinto una sera di settembre dell’anno scorso a esplodere di collera e mettere le mani sulla moglie. L’imprenditrice modenese ha lasciato la casa e trovare rifugio di notte a casa dei genitori. La riunione di famiglia tenuta la mattina successiva si è conclusa con la volontà di continuare dimenticando l’accaduto. «Ho persino pensato che mio marito fosse violento con me a causa di alcuni medicinali che prendeva- ha spiegato al giudice - sono andata da uno specialista e gli ho mostrato i farmaci. Il medico ha concluso che non era possibile che fosse il loro effetto combinato a mandarlo su tutte le furie».

Poi una sera di ottobre la situazione precipita: «Ci eravamo addormentati sul divano. Ho portato mio figlio a letto e mentre tornavo in sala ho visto il suo sguardo cambiato. Mi ha aggredito. Mi ha spinto nella zona cucina gettandomi contro un fornello. Sentivo la sua mano premere sulla gola. Poi ha afferrato un coltello e me l’ha puntato al collo». Quando si è calmato e l’ha posato, lei è scappata. All’ospedale le hanno diagnosticato tre costole incrinate e altre lesioni. Dopo il referto, è scattata la denuncia.

Carlo Gregori

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