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Olivetti, passione pubblica 

Olivetti, passione pubblica 

«Candidata per gli altri. Priorità ricostruzione e lavoro. Con una lista giovane»

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Olivetti, 32 anni, neomamma, da dieci in consiglio comunale e da otto assessore a Novi.

Olivetti dopo la vicenda terremoto vissuta da assessore, si ricandida a sindaco. Chi o cosa glielo fa fare?

«Sono laureata in economia delle pubbliche amministrazioni, la pubblica amministrazione è il mio lavoro e, a Novi, la mia passione. Passione perché consente di occuparsi degli altri, di aiutare gli altri».

Da amministratore, quali ritiene siano oggi le tematiche più rilevanti per potersi... occupare degli altri?

«Direi principalmente due. La ricostruzione e il lavoro. Perché con la ricostruzione siamo a buon punto, al 49%. Tuttavia restano ancora tante cose da fare. Per quanto riguarda la ricostruzione privata, ad esempio, riteniamo oggi indispensabile un’accelerazione, che nasca dalla costituzione di tavoli di lavoro congiunto, dove le parti possano sedere insieme e superare le criticità. Nel settore pubblico occorre ripartire dal cuore della comunità, quindi dalle piazze. Stiamo lavorando ad un accordo per le piazze di Rovereto e di Sant’Antonio, che sono di proprietà dell’Istituto diocesano. In questi giorni poi sto visitando le aziende, che ci stanno dando confortanti segnali di ripresa. Per parte del Comune, in vista di un nuovo del Piano strutturale di area vasta con gli altri comuni dell’Unione, occorrerà stipulare un cosiddetto “patto per il lavoro”. E noi dovremo fare la nostra parte, per consentire alle aziende di affrontare le sfide del futuro».

Come valuta la vostra posizione rispetto alle altre due liste. Quella di Diacci viene considerata dal centrodestra un’altra lista di sinistra.

«Anche la nostra, per le dimensioni del Comune, è una lista civica. Abbiamo scelto un nome condiviso, “Insieme”, ma siamo stati volutamente chiari sui valori fondamentali che ci contraddistinguono e che ci collocano in un’area precisa. Sinceramente, non ritengo la lista di Diacci di centrosinistra, ma un eterogeneo assembramento che tenta di accomunare esperienze inconciliabili. Il rischio evidente di queste situazioni è che si riproponga un caso Vignola: dopo due anni le contraddizioni esplodono e si torna al voto».

Cosa si aspetta dalle elezioni di domenica?

«Mi aspetto che i novesi diano fiducia ad una lista giovane ma con le idee chiare». (ase)

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