Gazzetta di Modena

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Pd, solo tre posti certi a Roma 

di Davide Berti
Pd, solo tre posti certi a Roma 

Richetti e Pini sono blindati, per il terzo nome Vaccari lotterà coi renziani. Carpi e la Bassa rischiano

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Cambiano i collegi, cambiano i numeri, cambiano gli scenari. Mentre a Roma prende forma la nuova legge elettorale che porterà il Paese, salvo ripensamenti, a votare tra il 24 settembre e l’8 ottobre - sarà il presidente Mattarella a definire tutto il percorso - sui territori continua la “conta”. E per il Pd, che ha già iniziato le strategie di avvicinamento, l’affare si complica.

I numeri calano e il Pd modenese, che oggi vanta una nutrita rappresentanza romana, andrà verso i numeri più bassi della sua storia: due deputati alla Camera e un senatore, con un quarto nome che forse solo un miracolo politico potrà portare. È il frutto della nuova suddivisione dei territori combinata ai numeri e soprattutto agli equilibri regionali.

Rispetto alla prima bozza, infatti, dove c’era chi rischiava di vincere un collegio e di non essere sicuro del posto a Roma, ora il quadro è cambiato. Sono quattordici i collegi per la Camera e sette per il Senato nella circoscrizione di riferimento, l’Emilia Romagna.

I collegi saranno così ridisegnati: alla Camera il primo andrà da Castelfranco a Formigine per poi salire a comprendere tutti i comuni della nostra montagna; il secondo riguarderà invece Modena, Carpi, Campogalliano, Soliera; il terzo con tutta la Bassa, Nonantola, Bomporto, Ravarino e una fetta dei comuni del Bolognese nella zona di San Giovanni in Persiceto e Crevalcore. Cosa significa? Che chi vincerà il collegio porterà in Parlamento il “prescelto”. Basterà un voto in più degli altri partiti, quindi viene da pensare che il Pd a Modena vincerà tutti e tre i collegi. E quali nomi ci saranno? Le certezze ad oggi sembrano essere Matteo Richetti nel collegio Castelfranco-Formigine-Montagna e Giuditta Pini nel collegio Modena-Carpi. Nel terzo collegio sembra che Bologna possa recitare la parte del leone su Modena. Ma c’è un però. Al Senato, infatti, i collegi saranno solo due: uno formato da Modena-Carpi-Castelfranco e Formigine con tutta la montagna e un altro dove tutta la Bassa sarà “chiusa”, questa volta in maniera ancora più decisa, da una convivenza bolognese che si estenderà addirittura fino a Imola. Se il Pd di Modena non dovesse battagliare per questo collegio, potrebbe arrivare in un tacito accordo il lasciapassare per il terzo deputato alla Camera al quale si aggiungerebbe quindi un solo senatore che uscirebbe dal primo collegio modenese. Tra gli “smontanti” dal Senato c’è solo Stefano Vaccari. Ma ce la farà a convincere i renziani? Qui entra in gioco l’altra variabile, quella del peso delle mozioni all’ultimo congresso: su base regionale, utilizzando le percentuali Renzi/Orlando, i posti per gli orlandiani sarebbero in tutto quattro. Posto che, anche qui, Bologna recita un ruolo primario a prenderebbe due seggi, chi saranno gli altri due nomi per Orlando? Vaccari ce la farà? E ce la farà Davide Baruffi? Tutto questo senza considerare che il presidente Bonaccini vorrebbe anche nomi nuovi... Troppe variabili per avere, questo giro, posti sicuri, tanto che sta montando, anche a Modena, il fronte di chi chiede le primarie.

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