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«Racconto inadeguato per quella età»

«Racconto inadeguato per quella età»

«Come denuncia l’Associazione italiana sessuologia ed educazione sessuale, se è vero che oggi non si parla più di cicogne e cavoli, è altrettanto vero che i nostri ragazzi hanno informazioni sulla...

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«Come denuncia l’Associazione italiana sessuologia ed educazione sessuale, se è vero che oggi non si parla più di cicogne e cavoli, è altrettanto vero che i nostri ragazzi hanno informazioni sulla sessualità da amici più grandicelli e da internet, senza però avere conoscenze e strumenti per distinguere il vero dal falso». Lo spiega lo psicoterapeuta modenese Camillo Valgimigli commentando l'episodio delle scuole Sant'Agnese: «In Italia, nella maggior parte delle scuole - continua - l’educazione sessuale è ancora tabù e gli atteggiamenti degli adulti verso la sessualità dei minori sono tuttora caratterizzati da una profonda ambivalenza. Da un lato, si inizia ad avere una visione costruttiva e positiva dell’educazione ai sentimenti e alla sessualità dei minori, mentre dall’altro siamo costretti a constatare dai comportamenti quotidiani in famiglia e a scuola che la sessualità dei nostri ragazzi rappresenta per il mondo adulto un territorio ancora poco conosciuto, circondato da silenzi e disagi. Allo stesso tempo però - spiega ancora

Valgimigli - ci sono fughe in avanti, con materiale come in questo caso distribuito: una pubblicazione che giustamente preoccupa i genitori». Secondo lo psicoterapeuta modenese, dunque, «non vi è dubbio che si tratti di figure e soprattutto di un racconto non tanto sentimentale, ma erotico e inadeguato per scolari di questa età. Raffigurazioni che rischiano di offendere il pudore, rischiando di raggiungere una vera e propria pornografia dei sentimenti. Non vorrei passare per moralista - conclude - è indispensabile avvicinare il più possibile affettività e sessualità al dialogo e alla comunicazione tra adulti e minori, ma non credo che questo sia il modo più adatto».

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