Gazzetta di Modena

Modena

Villa Trenti diventerà un polo culturale  

Villa Trenti diventerà un polo culturale  

Vignola. Lo storico edificio è stato inaugurato dopo i lavori di ristrutturazione da 800mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





VIGNOLA . Inaugurata ufficialmente Villa Trenti dopo la ristrutturazione. L’immobile ospitava l’ex biblioteca comunale e si candida, ora, a diventare un contenitore per diverse attività culturali e non solo. I lavori sull’edificio sono stati effettuati dalla Fondazione di Vignola per un importo di circa 800 mila euro e, dopo la chiusura del cantiere, la Fondazione ha passato la gestione di Villa Trenti al Comune di Vignola, che dovrà assumersi tutti i relativi oneri, dalle utenze al personale.

Questo, dunque, il motivo per cui Villa Trenti, dopo il taglio del nastro è attualmente chiusa. Il Comune sta lavorando sia per definire nei dettagli la destinazione degli spazi e per organizzare l’apertura con le disponibilità (purtroppo scarse) del personale a disposizione.

Per la verità, mancano anche alcuni altri piccoli adempimenti prima di poter aprire, come l’installazione di un impianto di videosorveglianza e il nullaosta dei vigili del fuoco. Il poderoso lavoro di ristrutturazione interna è comunque stato fatto e ora, di fatto, Villa Trenti è quasi pronta per essere restituita alla comunità vignolese. L’intenzione della Fondazione, infatti, è quello di “realizzare un polo culturale centrale per la città e i cittadini, non solo di Vignola”, che comprenda la biblioteca Auris, il parco e, appunto, Villa Trenti.

A inaugurare la rinnovata Villa Trenti sono stati tra gli altri il commissario prefettizio Bruno Scognamillo, l’esperta di biblioteche Antonella Agnoli (che sta collaborando con il Comune e la Fondazione di Vignola al progetto del nuovo polo culturale), l’architetto modenese Marco Fontana, la neo vicepresidente della Fondazione Gloria Vignali e l’ex vice presidente Giuseppe Pesci, che ha seguito da vicino anche questo progetto. Villa Trenti fu voluta dal vignolese Niccolò Trenti, che nel 1923 diede l’incarico all’architetto modenese conte Francesco Ferrari Moreni di costruire questo edificio, che richiama alla memoria la nobile tradizione delle “delizie estensi”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google