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Castelvetro, derubato mentre visita la tomba del figlio

Castelvetro, derubato mentre visita la tomba del figlio

Castelvetro. Vetro dell’auto in frantumi, sparito il borsello. L’appello: «Ridatemi almeno la sua foto»

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CASTELVETRO. Ci sono furti che più di altri risultano odiosi e che ledono la dignità delle persone. È il caso dell’episodio accaduto a Leando Angione, magazziniere all’Inalca.

Leandro lunedì pomeriggio, attorno alle 17,30, si è recato in auto al cimitero di Castelvetro, per prendersi cura della tomba del figlio: «Volevo cambiare l’acqua ai fiori, sono sceso e ho commesso un errore fatale: mi sono dimenticato in auto il borsello. Non erano passati nemmeno cinque minuti quando sono tornato indietro per riprenderlo che il vetro dell’auto era in frantumi e il borsello sparito». All’interno gli abituali oggetti personali come i documenti, oltre a due cellulari, 250 euro in contanti e la carta di credito.

«Ma la cosa a cui tenevo davvero era la foto di mio figlio Alex». Alex è mancato il 2 dicembre 2015, quando a soli 38 anni la distrofia muscolare lo ha ucciso.

«Ho subito chiamato i carabinieri che sono arrivati da Castelnuovo e mi hanno aiutato a bloccare la carta di credito. Poi fino alle 21 ho cercato nei cassonetti se per caso avessero gettato via le mie cose, ma non ho trovato nulla. Ispezionando il parcheggio e parlando anche con i titolari delle attività commerciali adiacenti, mi sono accorto che non ero il primo a subire questo genere di furti: vi sono molti vetri a terra. Ora mi domando, perché non installare delle telecamere in zona per fermare questa indecenza?».

Leandro ieri ha presentato regolare denuncia di furto presso la stazione dei carabinieri, ma fa un appello a chi lo ha derubato: «Sono senza documenti, senza il badge del lavoro, con un vetro dell’auto rotto, ma la cosa a cui tengo di più è la foto di Alex. Chiedo a queste persone di farmi riavere almeno quella».

L’appello di un padre a chi non porta rispetto nemmeno al dolore altrui. (gib)

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