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CONFINDUSTRIA HA PRESENTATO I DATI 2016 

Ceramica, fatturato vicino ai livelli precedenti la crisi

di Andrea Gilioli
Ceramica, fatturato vicino ai livelli precedenti la crisi

Fatturato in crescita (+5,9%) e investimenti record: questi due dei dati, relativi al 2016, divulgati ieri da Confindustria Ceramica in occasione della tradizionale assemblea estiva.Il presidente...

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Fatturato in crescita (+5,9%) e investimenti record: questi due dei dati, relativi al 2016, divulgati ieri da Confindustria Ceramica in occasione della tradizionale assemblea estiva.

Il presidente Vittorio Borelli si è detto ottimista anche per il 2017 e ha dato atto dei risultati raggiunti dal comparto, pur sottolineando il mancato recupero del livello di produzione pre-crisi e problemi tra cui il costo dell'energia e il rinnovo dei dazi antidumping, che negli ultimi 5 anni hanno abbattuto del 77% le importazioni dalla Cina. «La produzione – ha spiegato Borelli – ha nuovamente superato i 400 milioni di metri, ma siamo ancora lontani dai 600 pre-crisi. Il fatturato (5,4 miliardi di euro) è ormai molto vicino ai livelli anteriori al 2008 e questo deriva dall'impegno delle aziende, che, mantenendo una qualità altissima e investendo, hanno saputo strappare quote di mercato e innalzare il prezzo medio (circa 10 euro/mq, +1.5%)». Analizzando i numeri del settore, che conta 147 aziende (3 in meno sul 2015), emerge un aumento delle vendite, che toccano quota 414 milioni di metri, una lieve crescita dello stock e una spesa per investimenti pari a 400 milioni, la cui grande incidenza sul fatturato è legata alla dilagante diffusione delle tecnologie 4.0. «La percentuale di investimenti intorno al 7% del fatturato, che sta andando avanti già da alcuni anni – ha precisato il direttore dell'associazione di categoria, Armando Cafiero – è un unicum nel settore manifatturiero ed è destinata a crescere nel 2017 grazie all'iper-ammortamento voluto dal governo, che le imprese stanno sfruttando largamente, come ci indicano i positivi dati (+60% in Italia) diffusi da Acimac». Guardando ai mercati finalmente arriva l'inversione di tendenza dell'Italia, che vale circa 829 milioni di euro, con un aumento delle vendite del 3,2%: un dato incoraggiante ma pur sempre la metà dei valori pre-crisi.

«Chiediamo ai governi che verranno – ha detto Borelli – di intervenire incisivamente sul settore dell'edilizia, spingendo ancor di più sulla riqualificazione urbana. Rilanciare l'edilizia è fondamentale per rilanciare l'economia del Paese». A farla da padrone, come da tempo, l'export, che vale 4,6 miliardi di euro, in aumento del 6,2%. «Il fabbisogno mondiale di ceramica – ha chiarito il presidente – continua a crescere e lo scenario macroeconomico è positivo, anche se restano tensioni geopolitiche e difficoltà in alcuni Paesi. Il rialzo dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, e le minacce di Trump sui dazi ci inducono alla cautela, ma se gli Usa dovessero avviare un’azione di contrasto ai prodotti low-cost orientali potremmo trarne addirittura beneficio».

Ottimi numeri dalle 16 società estere, in Europa e Usa, controllate da nove gruppi italiani: crescono gli occupati, la produzione e il fatturato (+8%), che deriva per il 79% da vendite interne, segno di un internazionalizzazione che non è delocalizzazione.

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