«Cosa serve alle imprese? Formazione e dimensioni»
di Luca Gardinale
Caiumi: «Il distretto avrà ingegneri specializzati». Burchi: «Grandi potenziali» Bozzoli: «Tante realtà troppo piccole». Torlai: «Fate venire studenti alla Ducati»
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Nel mondo digitale abbiamo tutto a portata di mano. C’è una cosa, però, che fa la differenza: le persone, ovvero il reale valore aggiunto per “fare eccellenza”. Il messaggio, semplice ma profondo, è arrivato da Luigi Torlai, responsabile risorse umane di Ducati, nel corso della doppia tavola rotonda che ha animato “L’Emilia dei motori, una filiera che guarda al futuro”, convegno sul settore dell’automotive emiliano, che si è tenuto ieri all’Accademia militare di Modena. Un’iniziativa organizzata da Confindustria Emilia con Fondazione Crmo, Unicredit e Democenter.
«L’anno scorso - ha spiegato il vicepresidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi - abbiamo affrontato le grandi difficoltà dei principali player del settore a trovare risposte alla domanda di risorse umane adeguatamente formate e specializzate. Grazie allo stimolo delle imprese, e unitamente alla capacità delle istituzioni e delle università regionali di individuare in tempi brevi soluzioni appropriate, oggi possiamo contare sulla Motorvehicle University of Emilia Romagna, che nel giro di qualche anno metterà a disposizione del distretto dei motori ingegneri ad altissima specializzazione».
Caiumi ha poi parlato dell’importanza della filiera: «Noi emiliani - ha aggiunto - abbiamo carte in regola per competere con i grandi poli produttivi dell’auto e del suo indotto. Ma per fare questo dobbiamo stringere relazioni più solide e strutturate con l’ampia filiera dislocata nella nostra regione che ruota intorno all’auto». Al convegno ha partecipato anche Andrea Burchi, regional manager di Unicredit per il centro-nord: «L’automotive - ha spiegato - è settore del quale conosciamo bene i punti di forza e l’alto potenziale e in cui vogliamo investire, offrendo servizi in grado di agevolare processi volti allo sviluppo di tutta la filiera produttiva. Cogliamo l’occasione per confermare la vicinanza della banca al tessuto industriale locale e per consolidare il rapporto con controparti di rilievo». Dopo di lui ha parlato Andrea Bozzoli, Ad di Hpe-Coxa: «Il distretto emiliano dell’automotive - ha detto - è caratterizzato dalla presenza di tante pmi. Tra queste aziende, però, alcune sono fin troppo piccole e frammentate: mediamente fatturano 3,8 milioni di euro e occupano 17 persone. Un aspetto da migliorare è quello dimensionale: bisogna lavorare affinché le aziende raggiungano una dimensione consona a operare in mezzo ai grandissimi produttori».
Per la Ducati ha parlato il responsabile risorse umane Luigi Torlai: «La differenza la fanno le persone - ha detto - e la formazione deve essere al centro delle nostre imprese. Mancano tecnici e ingegneri. Fate venire nelle nostre aziende i ragazzi delle medie inferiori: è lì che nasce il sogno. I giovani cercano anche il coinvolgimento in sfide professionali».
«L’anno scorso - ha spiegato il vicepresidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi - abbiamo affrontato le grandi difficoltà dei principali player del settore a trovare risposte alla domanda di risorse umane adeguatamente formate e specializzate. Grazie allo stimolo delle imprese, e unitamente alla capacità delle istituzioni e delle università regionali di individuare in tempi brevi soluzioni appropriate, oggi possiamo contare sulla Motorvehicle University of Emilia Romagna, che nel giro di qualche anno metterà a disposizione del distretto dei motori ingegneri ad altissima specializzazione».
Caiumi ha poi parlato dell’importanza della filiera: «Noi emiliani - ha aggiunto - abbiamo carte in regola per competere con i grandi poli produttivi dell’auto e del suo indotto. Ma per fare questo dobbiamo stringere relazioni più solide e strutturate con l’ampia filiera dislocata nella nostra regione che ruota intorno all’auto». Al convegno ha partecipato anche Andrea Burchi, regional manager di Unicredit per il centro-nord: «L’automotive - ha spiegato - è settore del quale conosciamo bene i punti di forza e l’alto potenziale e in cui vogliamo investire, offrendo servizi in grado di agevolare processi volti allo sviluppo di tutta la filiera produttiva. Cogliamo l’occasione per confermare la vicinanza della banca al tessuto industriale locale e per consolidare il rapporto con controparti di rilievo». Dopo di lui ha parlato Andrea Bozzoli, Ad di Hpe-Coxa: «Il distretto emiliano dell’automotive - ha detto - è caratterizzato dalla presenza di tante pmi. Tra queste aziende, però, alcune sono fin troppo piccole e frammentate: mediamente fatturano 3,8 milioni di euro e occupano 17 persone. Un aspetto da migliorare è quello dimensionale: bisogna lavorare affinché le aziende raggiungano una dimensione consona a operare in mezzo ai grandissimi produttori».
Per la Ducati ha parlato il responsabile risorse umane Luigi Torlai: «La differenza la fanno le persone - ha detto - e la formazione deve essere al centro delle nostre imprese. Mancano tecnici e ingegneri. Fate venire nelle nostre aziende i ragazzi delle medie inferiori: è lì che nasce il sogno. I giovani cercano anche il coinvolgimento in sfide professionali».
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