Il vestito tricolore incassa la solidarietà: «Esposto assurdo»
MIRANDOLA. Tanta solidarietà all’iniziativa dell’istituto Galilei e altrettante critiche a colui che ha firmato l’esposto contro l’abito tricolore. Il vestito indossato da Mbayeb “Mami” Bousso...
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MIRANDOLA. Tanta solidarietà all’iniziativa dell’istituto Galilei e altrettante critiche a colui che ha firmato l’esposto contro l’abito tricolore. Il vestito indossato da Mbayeb “Mami” Bousso durante la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è infatti finito “indagato” dai carabinieri dopo l’accusa di vilipendio alla bandiera tricolore poiché strisciava a terra o è stato usato come drappeggio.
L’esposto sarà probabilmente e rapidamente archiviato alla luce dell’ultima sentenza della Cassazione secondo cui per riscontrare la sussistenza del delitto “è necessario che la condotta di vilipendio si concretizzi in un atto di denigrazione di una bandiera nazionale e non anche di un’altra cosa che ne riporta i colori” e quindi l’abito non è paragonabile alla bandiera. Nel frattempo in tanti hanno però voluto esprimere solidarietà alla produzione dell’istituto Galilei (indirizzo moda), censurando il cittadino toscano che ha depositato la denuncia.
«La denuncia per vilipendio alla bandiera - scrive il sindaco di Modena e presidente della Provincia, Gian Carlo Muzzarelli - mi sembra una provocazione e, prima ancora, un atto di chi non ha capito il senso dell’idea, tra l’altro sviluppata nell’ambito di un progetto scolastico. L’importanza della bandiera è stata “riscoperta” dal Presidente Ciampi, e Napolitano prima e Mattarella poi, hanno proseguito questo percorso. Il tricolore è il simbolo dell’Italia, e una ragazza che con la sua solarità e freschezza accoglie il Presidente in biancorossoverde è un gesto simpatico e di integrazione. Solidarietà a lei ed all’istituto Galilei che ha ideato e organizzato l’iniziativa».
«Dovremmo tutti ringraziare Mami - scrive Stefano Lugli, segretario regionale di Rifondazione Comunista - i suoi compagni di classe e gli insegnanti, perché con il loro progetto didattico mostrano tutta la piccolezza e la bassezza del razzismo, vilipendio all’intelligenza dell’uomo».
L’esposto sarà probabilmente e rapidamente archiviato alla luce dell’ultima sentenza della Cassazione secondo cui per riscontrare la sussistenza del delitto “è necessario che la condotta di vilipendio si concretizzi in un atto di denigrazione di una bandiera nazionale e non anche di un’altra cosa che ne riporta i colori” e quindi l’abito non è paragonabile alla bandiera. Nel frattempo in tanti hanno però voluto esprimere solidarietà alla produzione dell’istituto Galilei (indirizzo moda), censurando il cittadino toscano che ha depositato la denuncia.
«La denuncia per vilipendio alla bandiera - scrive il sindaco di Modena e presidente della Provincia, Gian Carlo Muzzarelli - mi sembra una provocazione e, prima ancora, un atto di chi non ha capito il senso dell’idea, tra l’altro sviluppata nell’ambito di un progetto scolastico. L’importanza della bandiera è stata “riscoperta” dal Presidente Ciampi, e Napolitano prima e Mattarella poi, hanno proseguito questo percorso. Il tricolore è il simbolo dell’Italia, e una ragazza che con la sua solarità e freschezza accoglie il Presidente in biancorossoverde è un gesto simpatico e di integrazione. Solidarietà a lei ed all’istituto Galilei che ha ideato e organizzato l’iniziativa».
«Dovremmo tutti ringraziare Mami - scrive Stefano Lugli, segretario regionale di Rifondazione Comunista - i suoi compagni di classe e gli insegnanti, perché con il loro progetto didattico mostrano tutta la piccolezza e la bassezza del razzismo, vilipendio all’intelligenza dell’uomo».
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