Ospedali, così cambia la rete in provincia
di Stefano Luppi
Al Policlinico un polo per infanzia, trapianti e cura dei tumori. Baggiovara sarà il punto di riferimento per le emergenze
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Dopo quasi un anno di percorso, dell’iter che porterà alla fusione tra l’ospedale Civile di Baggiovara e il Policlinico universitario vengono annunciate le prime novità pratiche.
La prima riguarda una razionalizzazione contemporanea non solo degli ospedali modenesi, ma anche di quelli delle aree nord e sud della provincia ossia i nosocomi di Carpi, Mirandola, Sassuolo, Vignola, Pavullo. E poi arrivano i primi numeri della maxifusione di Modena che produrrà una realtà sanitaria tra le principali d’Italia con i suoi 1100 posti letto e 3800 dipendenti tra medici, infermieri, personale tecnico ed amministrativo. Tutto ciò sarà suddiviso in 80 strutture complesse per reparti e centri vari contenuti negli attuali due stabilimenti territoriali.
Il fine è di migliorare e integrare l’intera offerta sanitaria provinciale nonché di richiedere - come ieri ha fatto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli - maggiori finanziamenti alla Regione Emilia Romagna. Il punto sulla situazione è stato fatto ieri, presso la sede della Provincia di viale Martiri, alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria sotto la presidenza dei sindaci Muzzarelli e Alberto Bellelli (Carpi) e di Ivan Trenti e Massimo Annichiarico, rispettivamente numeri uno del Policlinico di via Del Pozzo e dell’Ausl modenese. Il progetto sanitario modenese - il più ampio dai tempi della nascita di Baggiovara con il trasferimento dei centrali ospedali Sant’Agostino ed Estense - dunque inizia a delinearsi sempre con miglior chiarezza.
Tra le cose più evidenti, l’integrazione di diversi servizi tra Mirandola e Carpi e la crescita dell’importanza del nosocomio di Sassuolo con servizi comuni anche tra Pavullo e Vignola. «Il Policlinico - spiega Ivan Trenti, dg del Policlinico - si distinguerà per le vocazioni materno-infantile, con il nuovo centro in costruzione, oltre a oncologia e centro trapianti. Baggiovara avrà invece la emergenza-urgenza, neuroscienze e chirurgia robotica oltre a vocazioni comuni sempre più integrate, come chirurgia generale, medicine interne e ortopedia».
Sono emersi anche altri particolari sul complesso lavoro che riguarda la fusione. Ora il patrimonio immobiliare dell'ospedale di Baggiovara è stato trasferito dall'Ausl al Policlinico ed è stata anche approvata la delibera di assegnazione temporanea dei 1250 dipendenti di Baggiovara. Sono anche già stati unificati diversi servizi interaziendali: emodinamica, radiologia interventistica ed endoscopia digestiva. Avviato il percorso per potenziare le consulenze specialistiche a Baggiovara di professionisti del Policlinico per quel che riguarda chirurgia plastica, pneumologia, chirurgia maxillo-facciale, oculistica, chirurgia vascolare, neurologia, neurochirurgia e medicina riabilitativa.
La prima riguarda una razionalizzazione contemporanea non solo degli ospedali modenesi, ma anche di quelli delle aree nord e sud della provincia ossia i nosocomi di Carpi, Mirandola, Sassuolo, Vignola, Pavullo. E poi arrivano i primi numeri della maxifusione di Modena che produrrà una realtà sanitaria tra le principali d’Italia con i suoi 1100 posti letto e 3800 dipendenti tra medici, infermieri, personale tecnico ed amministrativo. Tutto ciò sarà suddiviso in 80 strutture complesse per reparti e centri vari contenuti negli attuali due stabilimenti territoriali.
Il fine è di migliorare e integrare l’intera offerta sanitaria provinciale nonché di richiedere - come ieri ha fatto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli - maggiori finanziamenti alla Regione Emilia Romagna. Il punto sulla situazione è stato fatto ieri, presso la sede della Provincia di viale Martiri, alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria sotto la presidenza dei sindaci Muzzarelli e Alberto Bellelli (Carpi) e di Ivan Trenti e Massimo Annichiarico, rispettivamente numeri uno del Policlinico di via Del Pozzo e dell’Ausl modenese. Il progetto sanitario modenese - il più ampio dai tempi della nascita di Baggiovara con il trasferimento dei centrali ospedali Sant’Agostino ed Estense - dunque inizia a delinearsi sempre con miglior chiarezza.
Tra le cose più evidenti, l’integrazione di diversi servizi tra Mirandola e Carpi e la crescita dell’importanza del nosocomio di Sassuolo con servizi comuni anche tra Pavullo e Vignola. «Il Policlinico - spiega Ivan Trenti, dg del Policlinico - si distinguerà per le vocazioni materno-infantile, con il nuovo centro in costruzione, oltre a oncologia e centro trapianti. Baggiovara avrà invece la emergenza-urgenza, neuroscienze e chirurgia robotica oltre a vocazioni comuni sempre più integrate, come chirurgia generale, medicine interne e ortopedia».
Sono emersi anche altri particolari sul complesso lavoro che riguarda la fusione. Ora il patrimonio immobiliare dell'ospedale di Baggiovara è stato trasferito dall'Ausl al Policlinico ed è stata anche approvata la delibera di assegnazione temporanea dei 1250 dipendenti di Baggiovara. Sono anche già stati unificati diversi servizi interaziendali: emodinamica, radiologia interventistica ed endoscopia digestiva. Avviato il percorso per potenziare le consulenze specialistiche a Baggiovara di professionisti del Policlinico per quel che riguarda chirurgia plastica, pneumologia, chirurgia maxillo-facciale, oculistica, chirurgia vascolare, neurologia, neurochirurgia e medicina riabilitativa.
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