Polisportive, lotta alle slot altre due le hanno sfrattate
Anche ai Torrazzi e a Modena est i soci hanno scelto di rifiutare le “mangiasoldi” «Si creavano delle cattive frequentazioni e soprattutto c’era chi perdeva troppo»
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Una reazione a catena quella innescata dalla notizia della polisportiva Gino Pini che ha eliminato le macchinette mangiasoldi. Subito sono saltate fuori altre due polisportive di primo piano che hanno fatto la stessa scelta nel 2015.
Si tratta della polisportiva Il Torrazzo e di quella di Modena Est, due colossi nel mondo dello sport amatoriale e dell’intrattenimento. Anche per loro la scelta di sacrificare le entrate garantite dalle slot machines è stata netta e presa senza ripensamenti dopo aver visto alcuni soci che sono arrivati a rimetterci stipendio o pensione in poco tempo.
Ma quella forse, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il naso perché sia i soci storici che mamme e giovani hanno storto il naso di fronte ai frequentatori abituali. E nel giro di due, tre anni le quattro slot machines già installate sono state impacchettate e spedite al mittente. Il guadagno, cioè la percentuale sulle giocate riconosciuta dai noleggiatori, variava dai 7 ai 12 mila euro all’anno; una cifra modesta rispetto al danno d’immagine per centri di aggregazione che tra balli latino americani, bocce, corsi di aerobica e tennis vorrebbero raggiungere ogni età.
«La scelta l’abbiamo presa in pochissimo tempo anche perché la gestione del bar la facciamo noi in prima persona, non deleghiamo nessuno - spiega il presidente del Il Torrazzo, Guido Spinelli - Abbiamo tirato via le tre macchinette nel giugno 2015 anche perché i pretesi vantaggi economici non giustificavano gli effetti collaterali. Frequentatori poco raccomandabili, non tutti certo; e poi un paio di soci hanno perso troppi soldi».
Dello stesso tenore la scelta della Pol. Modena Est. «Non ha dato buoni frutti la scelta d’installare le macchinette per giocare - dice il presidente Ivan Baracchi - Noi le abbiamo tolte alla fine del 2015 dopo averle tenute tre anni e in pieno accordo con il gestore del bar. Nè a noi nè a lui piacevano le situazione che nascevano attorno a quegli impianti, e neppure i frequentatori abituali che passavano lì le loro giornate». E le altre 18 polisportive cittadine? Vanno in ordine sparso e quasi tutte ospitano macchinette, secondo quanto riporta il consigliere Andrea Galli (Fi). «Il caso della Polisportiva Corassori è scandaloso - dice - perché lì è ospitata una vera e propria sala bingo con tanti impianti automatici per giocare aperta dalla mattina sino a notte. E su terreni concessi dal comune che comunque mette la foglia di fico con le ordinanze contro il gioco d’azzardo. Io ho fatto interpellanze a cui ho avuto risposte fasulle, basate su atti e documenti che non mi hanno fatto vedere neppure con una richiesta d’accesso agli atti».
Saverio Cioce
Si tratta della polisportiva Il Torrazzo e di quella di Modena Est, due colossi nel mondo dello sport amatoriale e dell’intrattenimento. Anche per loro la scelta di sacrificare le entrate garantite dalle slot machines è stata netta e presa senza ripensamenti dopo aver visto alcuni soci che sono arrivati a rimetterci stipendio o pensione in poco tempo.
Ma quella forse, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il naso perché sia i soci storici che mamme e giovani hanno storto il naso di fronte ai frequentatori abituali. E nel giro di due, tre anni le quattro slot machines già installate sono state impacchettate e spedite al mittente. Il guadagno, cioè la percentuale sulle giocate riconosciuta dai noleggiatori, variava dai 7 ai 12 mila euro all’anno; una cifra modesta rispetto al danno d’immagine per centri di aggregazione che tra balli latino americani, bocce, corsi di aerobica e tennis vorrebbero raggiungere ogni età.
«La scelta l’abbiamo presa in pochissimo tempo anche perché la gestione del bar la facciamo noi in prima persona, non deleghiamo nessuno - spiega il presidente del Il Torrazzo, Guido Spinelli - Abbiamo tirato via le tre macchinette nel giugno 2015 anche perché i pretesi vantaggi economici non giustificavano gli effetti collaterali. Frequentatori poco raccomandabili, non tutti certo; e poi un paio di soci hanno perso troppi soldi».
Dello stesso tenore la scelta della Pol. Modena Est. «Non ha dato buoni frutti la scelta d’installare le macchinette per giocare - dice il presidente Ivan Baracchi - Noi le abbiamo tolte alla fine del 2015 dopo averle tenute tre anni e in pieno accordo con il gestore del bar. Nè a noi nè a lui piacevano le situazione che nascevano attorno a quegli impianti, e neppure i frequentatori abituali che passavano lì le loro giornate». E le altre 18 polisportive cittadine? Vanno in ordine sparso e quasi tutte ospitano macchinette, secondo quanto riporta il consigliere Andrea Galli (Fi). «Il caso della Polisportiva Corassori è scandaloso - dice - perché lì è ospitata una vera e propria sala bingo con tanti impianti automatici per giocare aperta dalla mattina sino a notte. E su terreni concessi dal comune che comunque mette la foglia di fico con le ordinanze contro il gioco d’azzardo. Io ho fatto interpellanze a cui ho avuto risposte fasulle, basate su atti e documenti che non mi hanno fatto vedere neppure con una richiesta d’accesso agli atti».
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