Rogo divampa alla Tred Bruciati quintali di plastica
di Serena Arbizzi
Le fiamme scaturite da materiale in lavorazione nel piazzale fuori dall’azienda L’Arpae: «Non ci sono pericoli per la salute». Il titolare: «L’incendio non è doloso»
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Trenta quintali di materiale plastico di recupero sono andati a fuoco, nella notte fra martedì e ieri, alla Tred, società mista costituita da Aimag e Refri, società del gruppo Unieco, in via Remesina esterna, 27/a, a Fossoli.
Le fiamme sono divampate intorno all’una nel piazzale della ditta che si occupa di smaltimento e recupero di elettrodomestici. Il materiale plastico ha preso fuoco per una lunghezza di circa 70 metri e un’altezza di 5. Le operazioni per domarlo hanno richiesto l’utilizzo di numerosi vigili del fuoco: 23 pompieri hanno lavorato con sei mezzi da quando è scattato l’allarme, poco dopo il divampare del rogo, fino alle 7 di ieri mattina.
Sul posto sono intervenuti, per fare i dovuti accertamenti, anche i carabinieri della Compagnia di Carpi e l’Arpae per verificare l’eventuale impatto ambientale della plastica andata a fuoco. «Non ci sono conseguenze per l’ambiente - dichiara Arpae - l’incendio ha coinvolto 640 metri cubi di rifiuto poliuretanico, stoccato in area esterna. Il materiale consiste nell’isolante termico, contenuto nell’intercapedine dei frigoriferi, separato dalla carcassa dell’elettrodomestico, previo recupero dei comonenti gassosi e successivamente compattato e racchiuso in big bags».
Nessuno è rimasto intossicato dalle fiamme e il rogo è stato provocato da un’autocombustione. A dare l’allarme sono state le guardie.
«Ci occupiamo di trattamento e smaltimento dei Raee - spiega Enrico Baraldi, amministratore delegato di Tred - ovvero, di apparecchiature elettriche ed elettroniche. I Il rogo è scaturito in un’area di stoccaggio dei materiali dove si trovano frazioni di lavorazioni. Probabilmente, l’incendio è stato provocato da un surriscaldamento di questa zona, come può avvenire facilmente in questa stagione, dato l’innalzamento delle temperature in vista dell’estate. Ad andare a fuoco è stato soltanto il materiale in deposito: danni possiamo dire che non ce ne sono. Il materiale bruciato sarebbe stato destinato a diverse discariche sparse in giro per l’Italia. Nel rogo sono andati distrutti 30 quintali di materiale». L’amministratore delegato esclude a priori il dolo. «Non siamo mai stati minacciati - continua Baraldi - Pertanto, non abbiamo ragione di credere che qualcuno sia venuto nel piazzale della ditta ad appiccare le fiamme di proposito. Si tratta di autocombustione, come ci hanno detto i vigili del fuoco».
Le fiamme sono divampate intorno all’una nel piazzale della ditta che si occupa di smaltimento e recupero di elettrodomestici. Il materiale plastico ha preso fuoco per una lunghezza di circa 70 metri e un’altezza di 5. Le operazioni per domarlo hanno richiesto l’utilizzo di numerosi vigili del fuoco: 23 pompieri hanno lavorato con sei mezzi da quando è scattato l’allarme, poco dopo il divampare del rogo, fino alle 7 di ieri mattina.
Sul posto sono intervenuti, per fare i dovuti accertamenti, anche i carabinieri della Compagnia di Carpi e l’Arpae per verificare l’eventuale impatto ambientale della plastica andata a fuoco. «Non ci sono conseguenze per l’ambiente - dichiara Arpae - l’incendio ha coinvolto 640 metri cubi di rifiuto poliuretanico, stoccato in area esterna. Il materiale consiste nell’isolante termico, contenuto nell’intercapedine dei frigoriferi, separato dalla carcassa dell’elettrodomestico, previo recupero dei comonenti gassosi e successivamente compattato e racchiuso in big bags».
Nessuno è rimasto intossicato dalle fiamme e il rogo è stato provocato da un’autocombustione. A dare l’allarme sono state le guardie.
«Ci occupiamo di trattamento e smaltimento dei Raee - spiega Enrico Baraldi, amministratore delegato di Tred - ovvero, di apparecchiature elettriche ed elettroniche. I Il rogo è scaturito in un’area di stoccaggio dei materiali dove si trovano frazioni di lavorazioni. Probabilmente, l’incendio è stato provocato da un surriscaldamento di questa zona, come può avvenire facilmente in questa stagione, dato l’innalzamento delle temperature in vista dell’estate. Ad andare a fuoco è stato soltanto il materiale in deposito: danni possiamo dire che non ce ne sono. Il materiale bruciato sarebbe stato destinato a diverse discariche sparse in giro per l’Italia. Nel rogo sono andati distrutti 30 quintali di materiale». L’amministratore delegato esclude a priori il dolo. «Non siamo mai stati minacciati - continua Baraldi - Pertanto, non abbiamo ragione di credere che qualcuno sia venuto nel piazzale della ditta ad appiccare le fiamme di proposito. Si tratta di autocombustione, come ci hanno detto i vigili del fuoco».
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