Blitz antidroga nella notte Arrestata banda di pusher
Castelfranco. Operazione “Notte Bianca”, sette mesi di indagine dei carabinieri 12 perquisizioni, 4 fermi, 14 denunce a piede libero e tremila euro sequestrati
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CASTELFRANCO. Al telefono pensava di fare lo spiritoso con gli amici, prendendo in giro i carabinieri che lo avevano fermato in piazza durante la Notte Bianca dell’anno scorso.
Quello che non sapeva era il fatto di essere intercettato dagli stessi militari dell’Arma che hanno ribattezzato allo stesso modo l’operazione che nelle stesso ore ha portato quattro persone in carcere e due agli arresti domiciliari.
L’indagine è durata sette mesi e ha portato complessivamente a dodici perquisizioni domiciliari, quattro arresti di cui due ai domiciliari e 14 denunce a piede libero, permettendo agli agenti di sequestrare 3000 euro che per loro sono la prova del traffico di stupefacenti tra Castelfranco e altre località del nord Italia dove gli spacciatori andavano a rifornirsi.
Da questo punto di vista il gruppo, costituito da sei persone, agiva in proprio per rifornire la piazza locale di cocaina e hashish. Parecchi dei fermati erano pregiudicati e ben conosciuti alle forze dell’ordine, proprio per reati specifici legati allo spaccio di stupefacenti.
Proprio il primo giovane fermato è stato il bandolo della matassa che ha permesso di risalire a complici e altri piccoli spacciatori.
Dopo la prima intercettazione telefonica i carabinieri di Castelfranco e quelli della Compagnia di Modena hanno iniziato a tirare le fila.
In questa maniera sono risaliti alla base della banda, ovvero l’abitazione di una coppia di napoletani immigrati da molti anni a Castelfranco. Lui di 37 anni e lei di 47, tenevano in casa gli stupefacenti e confezionavano le dosi che poi venivano diffuse a domicilio ai clienti attraverso i “cavallini”, sostanzialmente dei corrieri. L’uomo è stato portato in carcere, alla donna sono stati concessi i domiciliari.
Altri due sono stati bloccati a S.Agata Bolognese e a Cento (Fe), originari rispettivamente di Acerra (Na) e Campobasso. Infine Altri due fermati a S.Giovanni in Persiceto e a Serravalle di Chienti (Macerata), dove risultava formalmente la residenza di un giovane, ufficialmente in famiglia con i genitori ma di fatto abitante a Castelfranco. Particolare interessante: gli spacciatori avevano fatto base in un bar di Castelfranco dove passavano il tempo e ricevevano le ordinazioni, oltre che per rifugiarsi in caso di controlli. I gestori sono stati perquisiti nel luogo del domicilio .
Saverio Cioce
Quello che non sapeva era il fatto di essere intercettato dagli stessi militari dell’Arma che hanno ribattezzato allo stesso modo l’operazione che nelle stesso ore ha portato quattro persone in carcere e due agli arresti domiciliari.
L’indagine è durata sette mesi e ha portato complessivamente a dodici perquisizioni domiciliari, quattro arresti di cui due ai domiciliari e 14 denunce a piede libero, permettendo agli agenti di sequestrare 3000 euro che per loro sono la prova del traffico di stupefacenti tra Castelfranco e altre località del nord Italia dove gli spacciatori andavano a rifornirsi.
Da questo punto di vista il gruppo, costituito da sei persone, agiva in proprio per rifornire la piazza locale di cocaina e hashish. Parecchi dei fermati erano pregiudicati e ben conosciuti alle forze dell’ordine, proprio per reati specifici legati allo spaccio di stupefacenti.
Proprio il primo giovane fermato è stato il bandolo della matassa che ha permesso di risalire a complici e altri piccoli spacciatori.
Dopo la prima intercettazione telefonica i carabinieri di Castelfranco e quelli della Compagnia di Modena hanno iniziato a tirare le fila.
In questa maniera sono risaliti alla base della banda, ovvero l’abitazione di una coppia di napoletani immigrati da molti anni a Castelfranco. Lui di 37 anni e lei di 47, tenevano in casa gli stupefacenti e confezionavano le dosi che poi venivano diffuse a domicilio ai clienti attraverso i “cavallini”, sostanzialmente dei corrieri. L’uomo è stato portato in carcere, alla donna sono stati concessi i domiciliari.
Altri due sono stati bloccati a S.Agata Bolognese e a Cento (Fe), originari rispettivamente di Acerra (Na) e Campobasso. Infine Altri due fermati a S.Giovanni in Persiceto e a Serravalle di Chienti (Macerata), dove risultava formalmente la residenza di un giovane, ufficialmente in famiglia con i genitori ma di fatto abitante a Castelfranco. Particolare interessante: gli spacciatori avevano fatto base in un bar di Castelfranco dove passavano il tempo e ricevevano le ordinazioni, oltre che per rifugiarsi in caso di controlli. I gestori sono stati perquisiti nel luogo del domicilio .
Saverio Cioce
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