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MALTRATTAMENTI E BOTTE ALA MOGLIE

MALTRATTAMENTI E BOTTE ALA MOGLIE

Un trentenne modenese è stato condannato ieri mattina a due anni e sei mesi. Da un anno almeno vessava, maltrattava, picchiava la moglie, costretta a fuggire a casa dei genitori per salvarsi dalla...

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Un trentenne modenese è stato condannato ieri mattina a due anni e sei mesi. Da un anno almeno vessava, maltrattava, picchiava la moglie, costretta a fuggire a casa dei genitori per salvarsi dalla sua furia. La coniuge l’ha denunciato per minacce, violenza privata e maltrattamenti in famiglia e le sue istanze sono state ascoltate dal giudice Andrea Scarpa, ha condannato il marito in primo grado. È stato rimesso in libertà, ma la pena non è comunque stata sospesa: se tornerà a perseguitare la donna, finirà in carcere. «Finalmente i giudici cominciano a considerare i maltrattamenti in famiglia come gravi prodromi del femminicidio», commenta l’avvocato Francesco Miraglia, che ha assistito la vittima in veste di parte civile . «Minacce e violenze psicologiche sono segnali che spesso, purtroppo, si è visto sfociano nell’omicidio delle mogli e delle compagne, che magari per anni hanno denunciato le vessazioni, senza però venire ascoltate».

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