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Il sindaco: «Punto nascite? Mi devo fidare dei tecnici» 

di Daniele Montanari
Il sindaco: «Punto nascite? Mi devo fidare dei tecnici» 

Pavullo. Biolchini rompe il silenzio: «Non mi sostituisco a chi ha competenze Ma mi impegnerò per le donne del Frignano e per tutelare il nostro territorio»

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PAVULLO. «Prima le esigenze del territorio e la sicurezza: questi sono stati i capisaldi della mia azione amministrativa dall’insediamento e intendo seguirli in tutte le questioni, ospedale incluso». Così il sindaco di Pavullo Luciano Biolchini puntualizza sul tema caldo, rompendo il silenzio finora tenuto mentre montava il can can. E togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe.

Biolchini, l’hanno accusata di inerzia sull'ospedale. Come ribatte?

«Con le cose fatte. Appena diventato sindaco, ho subito avviato contatti con l'Ausl e la politica modenese per la tutela sanitaria del territorio, con le sue esigenze specifiche. L’ho fatto nel mio stile, cercando il dialogo e non lo scontro. E dovendo lavorare in una situazione difficile, perché nel Pal del 2011, anche se molti sembrano dimenticarsene adesso, era già prevista gran parte della riorganizzazione che ora si compie. Ma qualcosa credo di averlo portato a casa».

Tipo?

«L’impegno per più di 5 milioni di investimenti, non a parole ma con un piano preciso. Tanto che i sindacati si sono lamentati con l’assessore regionale Venturi perché sono indicati investimenti solo su Pavullo. Verranno rifatti il Pronto soccorso e le sale operatorie innanzitutto. Poi la Chirurgia generale vedrà un aumento di 460 interventi all’anno di bassa-media complessità, e la chirurgia ortopedica di 120. Questo significa dare un futuro all’ospedale. Poi le altre cose».

Però perde il Punto nascite: non farà battaglie?

«La sicurezza per me è al primo posto, anche a costo di scelte impopolari. L’ho fatto ad esempio chiudendo la pista di atletica ai bimbi della ciclistica: sapevo che mi avrebbero criticato, ma non c’erano i requisiti e io devo agire con responsabilità. Io non mi sostituirò mai ai tecnici nelle valutazioni di competenza. Vedo che ci sono persone che in questi giorni l’hanno fatto sull’ospedale: buon per loro, io da amministratore non lo farà mai. Il punto nascite verrà riorganizzato in base a valutazioni scientifiche, sul come c’è un confronto tuttora in atto. Io mi impegnerò perché sia garantita massima assistenza alle donne del Frignano, proprio per la tutela del territorio».

Perché il silenzio di questi giorni?

«Per rispetto istituzionale verso gli enti superiori e per portare avanti in silenzio la mediazione. Però mi hanno amareggiato certe critiche ingenerose, ingiuste e immeritate. Insomma, che la sinistra dia a me la colpa del mondo intero quando loro ci sono stati per 30 anni e io arrivo adesso a uno, mi sembra un po’ inverosimile».

Tutta l’opposizione le ha chiesto un’adunanza pubblica sull’ospedale: la farà?

«Così come l’hanno chiesta ai sensi del regolamento comunale non c’è mai stata a Pavullo, ma sono d’accordissimo di concederla. Anzi, è la prima cosa che ci siamo detti martedì in Provincia al termine della conferenza: ci vuole il confronto col territorio per spiegare. Ma la maggioranza non ha firmato quel documento perché prima dobbiamo intenderci sulle regole. Deve essere una serata informativa sull’ospedale, con spazio all’esposizione del piano. Poi benissimo una domanda a testa per comitati, sindacati e gruppi consiliari. Ma non deve essere una caciara».

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