Modena, Paolo e Claudio: una unione in tv
La troupe Rai di “Stato Civile” oggi in Comune a Modena. Con la nuova legge sono 40 le coppie gay registrate
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MODENA Per la loro unione di questa mattina in Comune arriva addirittura una troupe di Rai 3.
GLI SPOSI Ma i diretti interessati, Claudio Borri e Paolo Callegari, non si sono scomposti più di tanto quando dalla Commissione Pari Opportunità hanno chiesto se accettavano di diventare gli ospiti della trasmissione “Stato Civile”. La risposta è stata positiva e stamattina alle 11 nei saloni di Piazza grande ci saranno le riprese della cerimonia, dall’entrata sullo scalone d’onore sino al fatidico “sì”.
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Testimone d’eccezione Elisabetta Scardozzi, consigliera e capogruppo dei 5 Stelle, che farà da ufficiale d’anagrafe prima di registrare l’unione nell’apposito albo delle unioni civili. Per Modena la registrazione della vita in comune di Claudio è Paolo è la quarantunesima da quando è entrata in vigore la legge; per l’esattezza sono state undici tra donne e altre ventinove tra uomini.
LA RAI Non una novità assoluta dunque ma il sottotitolo della trasmissione, “L’amore è uguale per tutti”, spiega da solo l’obbiettivo degli ideatori del programma. Non un viaggio nella trasgressione ma nella voglia di tranquillità e normalità di coppie che dopo tanti anni di convivenza chiedono allo Stato il riconoscimento come unione, con le conseguenze legali e amministrative che questo comporta, dalla cura in caso di malattia alla reversibilità della pensione.
Ed è il caso di Paolo e Claudio, 51 anni e da tredici coppia fissa, senza scossoni.
«Ci siamo conosciuti all’Arcigay a Reggio Emilia - racconta Claudio Borri - e da quella volta abbiamo iniziati a conoscerci e frequentarci. La nostra unione civile è il coronamento di un percorso di vita. La televisione? Se la nostra esperienza può essere utile per altri allora ben venga».
Claudio e Paolo sono indaffaratissimi, tra la troupe che gira per casa e gli altri adempimenti per la festa di domani. E poi c’è la vita di tutti i giorni che bussa alla porta a cominciare dal pendolarismo tra Modena e Lama Mocogno dove Claudio ha appena messo in produzione un’azienda agricola specializzata in frutta e verdura biologica.
«Era un sogno che avevo nel cassetto - dice Claudio Borri - Lavoravo in una ceramica ma visto che ha chiuso ho tirato fuori il diploma di agrotecnico che avevo nel cassetto e ho iniziato questa nuova attività. Certo, dovremo dividerci tra la pianura e la montagna ma siamo abituati ad aiutarci e a spostarci, non è un problema».
«Ho già celebrato altri matrimoni e altre unioni civili - dice Elisabetta Scardozzi, che ai due dovrà leggere due articoli della nuova legge che riguardano diritti e doveri reciproci - Ogni volta è emozionante e quando indosso la fascia tricolore mi sento onorata di poter rappresentare la comunità. Io penso che l’amore, indipendentemente dal sesso delle persone, sia una forma di libertà e che sia l’arte più alta che abbiamo da vivere».
In Comune intanto è tutto pronto per l’occasione. Come per gli altri matrimoni e le unioni ci saranno i fiori e gli assistenti in abito scuro. Senza dimenticare le immagini della Modena d’una volta che sono l’augurio del municipio a tutte le coppie che si formano.
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