Gazzetta di Modena

Modena

«Vincenti con tabaccherie e programma di filiere» 

di Stefano Turcato
«Vincenti con tabaccherie e programma di filiere» 

Il direttore regionale rivela numeri e progetti ambiziosi per l’area modenese: «Crescita costante sui mutui per i giovani e la nostra grande forza è la solidità»

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In provincia di Modena è presente con una rete di 31 filiali e un organico di 250 persone, circa 50mila clienti che comprendono 2mila imprese, 45mila famiglie più la tesoreria di 9 enti locali fra cui l’Ausl di Modena.

Sono numeri che fotografano la presenza del colosso bancario Intesa Sanpaolo nel Modenese, una presenza dovuta a filiali con il marchio principale e soprattutto a Carisbo, oltre alla crescente rete legata alle tabaccherie.

Colosso in quanto primo gruppo bancario italiano che non nasconde l’ambizione di incrementare la propria presenza nell’area modenese. La conferma arriva direttamente da Tito Nocentini, 46enne manager di origine fiorentina che dal gennaio scorso ricopre l’incarico di direttore regionale per l’area che comprende Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise.

«La nostra presenza consistente nella provincia di Modena - dice Nocentini - si deve anche a ragioni storiche sia in seguito all’acquisizione della Cassa di Mirandola sia perché Carisbo ha sempre avuto un ruolo importante in quest’area. Per avere un’idea si consideri che in Emilia Romagna lavoriamo con efficacia sui mutui, copriamo circa il 22 per cento del mercato e con proposte mirate per i giovani puntiamo ad avere un terzo del mercato in regione».

Per quale ragione le famiglie modenesi dovrebbero scegliere Intesa Sanpaolo per i mutui casa?

«Il nostro punto di forza è la indiscutibile solidità che ci porta a essere ritenuti la cassaforte delle famiglie e di questi tempi, valutati i problemi del sistema bancario, è un aspetto che assume rilevanza determinante. E non vorrei parlare troppo di crediti deteriorati, sui quali noi lavoriamo in modo che diventino un’opportunità e non un problema».

Nocentini espone poi una raffica di numeri sulla sua direzione territoriale, a conferma della credibilità dei marchi che il manager toscano rappresenta: «Con un organico di 4.900 colleghi e una rete di 520 filiali, di cui 27 dedicate alle sole imprese, 417 alla clientela retail di base e 76 alla clientela personal per la gestione degli investimenti, serviamo una clientela complessiva di quasi un milione di clienti, composta da 28.000 imprese, 966.00 famiglie e privati e 273 enti locali di cui curiamo la tesoreria. Con una quota di mercato di sportelli del 9,7 per cento abbiamo peraltro una parte di mercato del 13,2% negli impieghi a imprese e famiglie e una quota del 12,6% nella raccolta da clientela. Quote di mercato tutte in aumento nell’ultimo anno di esercizio».

Ma Intesa Sanpaolo in una realtà produttiva importante quale è quella modenese ha anche altre ambizioni.

«È evidente l’ambizione di crescere nelle quote di mercato che riguardano le imprese, di diventare un volano di crescita per l’economia reale e accompagnare le aziende nei loro processi di innovazione. In questo ambito si innesta il nostro Programma filiere con la sottoscrizione di 88 contratti di filiera che coinvolgono 4.000 imprese fornitrici della capofiliera, a cui siamo stati in grado di offrire servizi e credito alle condizioni della azienda capofila. Queste 76 filiere corrispondono a un fatturato di 19 miliardi di euro e a oltre 23.000 dipendenti».

Un progetto che è ormai diventato un punto di forza che vi contraddistingue.

«Proprio così e questo perché, semplificando per capirci, dal nostro punto di vista l’azienda capofila è un garante significativo di qualsiasi operazione e dall’altra i tanti fornitori della capofiliera smobilizzano facilmente i loro crediti utilizzando linee che sono in capo all’azienda principale. Non va sottovalutato il fatto che sono consolidati i rapporti tra Intesa Sanpaolo e le associazioni di categoria di Modena, a partire dalla neonata Confindustria Emilia Area Centro, con la quale si è da poco sottoscritto l’accordo che mette a disposizione strumenti e finanziamenti per 15 miliardi in 3 anni per gli investimenti, in particolare per l’Industria 4.0».

Innovativa anche la vostra idea di puntare sulla rete delle tabaccherie per i servizi bancari più semplici.

«L’accordo con Itb - dice Nocentini - permette di proporre certi prodotti bancari coinvolgendo rivendite così diffuse sul territorio e diventare una banca di prossimità. Itb con 1.841 tabaccai aderenti alla rete in Emilia Romagna, di cui 237 a Modena, e 425 potenziali aderenti, può garantire un servizio di notevole rilevanza. E anche questo aspetto rientra nell’ambito della ridotta necessità della presenza fisica nelle filiali grazie all’utilizzo dei canali digitali. Tanti pagamenti e incassi si potranno effettuare tramite i terminali e la gestione di certi servizi con corner multimediali».

Lavorate con profitto anche sui distretti industriali.

«Con il distretto industriale delle piastrelle di Sassuolo, il principale distretto dell’Emilia Romagna per fatturato sempre più fortemente orientato all’export, stiamo lavorando proprio in questo periodo in un’attività di sviluppo e sostegno all’internazionalizzazione per favorire l’acquisizione di nuove quote di mercato. È positivo anche il settore alimentare, con performance brillanti per i salumi del Modenese (+2,6%). Ma stiamo lavorando intensamente per farci capire meglio sul territorio a Bologna e a maggiore ragione su Modena. Per le imprese ora si sta vivendo una fase unica e imperdibile, direi irripetibile, grazie alla politica fiscale in atto, mi riferisco al super-ammortamento per esempio. Ecco allora che si presenta l’occasione per investire cogliendo le esigenze dell’evoluzione digitale che impegna tutti. E tutto questo in un’area in cui c’è una fortissima capacità imprenditoriale per innovazione, internazionalizzazione e capacità di affrontare le sfide del mercato globale».

Se dovesse sottolineare una qualità della realtà imprenditoriale modenese?

«Senza il minimo dubbio la resilienza. È la caratteristica che la crisi e il terremoto hanno esaltato negli ultimi anni».



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