Gazzetta di Modena

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tredici emendamenti 

Legge urbanistica la Sinistra in trincea

Una legge urbanistica regionale che partendo dalla centralità della città e dal ruolo strategico della pianificazione territoriale crei il giusto equilibrio tra spazi pubblici, privati, consumo di...

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Una legge urbanistica regionale che partendo dalla centralità della città e dal ruolo strategico della pianificazione territoriale crei il giusto equilibrio tra spazi pubblici, privati, consumo di suolo, ambiente, mobilità, lavoro commercio welfare.

Deve essere questa la filosofia che deve animare la Regione, e di conseguenza l’amministrazione Muzzarelli, in vista del nuovo piano strutturale comunale che ridisegnerà lo sviluppo urbanistico di Modena. A delineare il quadro partiti e movimenti della sinistra modenese (Si, Per me Modena, Possibile, Rc, Campo progressista, Pci, Articolo Uno Mdp, L’Altra Emilia Romagna) riuniti ieri mattina in un convegno di approfondimento, al termine del quale è scaturito un documento che prevede 13 punti-emendamento alla legge urbanistica regionale. Vediamoli.

Innanzitutto viene richiesto di «rendere gli articoli della legge più coerenti con gli obiettivi di riduzione di consumo del suolo e di rigenerazione urbana che la legge stessa dichiara di perseguire. In secondo luogo si chiede di «ripristinare il potere del Comune e del Consiglio Comunale nella pianificazione urbanistica cogente, rispetto ad una proposta di legge che lo ridimensiona a favore della negoziazione diretta con il privato tramite gli accordi operativi». Altro passaggio fondamentale un forte riduzione delle deroghe, che finiscono con l’aumentare il consumo del suolo, inserire, nel previsto limite massimo del 3%, il consumo di nuovo suolo delle aree già previste negli attuali strumenti urbanistici. E ancora rendere possibile la partecipazione dei cittadini modificando tempi e modalità degli accordi per i grandi interventi. Il riconoscere al Consiglio Comunale «la potestà di decidere, in modo libero e cogente, la pianificazione della città e i diritti edificatori, poteri che oggi il progetto di legge attribuisce solo agli accordi operativi fra Comune e privati».

In tema di rigenerazione urbana, viene richiesto di attribuire a questo aspetto un carattere più organico, e meno occasionale; so chiede di rafforzare il ruolo di inclusione e coesione sociale delle città quale effetto della pianificazione urbanistica; di ridimensionare il ruolo della rendita fondiaria come motore dello sviluppo economico della città. Un altro aspetto riguarda la partecipazione alla legge urbanistica regionale. Viene chiesto di raccogliere il parere di tutti i consigli comunali dei comuni della regione. In tema di espropri viene suggerito di limitare l’esproprio ai soli casi in cui le aree abbiano una destinazione pubblica. Infine la Sinistra modenese chiede di dare certezza agli operatori economici e ai privati che intendono intervenire nei processi di trasformazione attraverso la destinazione d’uso e la definizione localizzativa e normativa contenuta nel PUG e di rispettare Costituzione e leggi statali «nell’attuazione delle competenze e del ruolo pubblico nella pianificazione e governo del territorio».

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