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Modena, ecco il quartiere dell’innovazione

di Davide Berti
Modena, ecco il quartiere dell’innovazione

L’assessore Ferrari: «Modena prima in Italia: auto senza guidatore, segnali intelligenti e servizi web»

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MODENA. Sono state finalmente gettate le basi per la visione di una Modena innovativa, attenta alla sostenibilità sociale, economica ed ambientale, capace di progetti ambiziosi? È quello che Muzzarelli dice, è anche quello che i suoi primi antagonisti gli contestano.

È vero, però, che da qualche settimana sotto la Ghirlandina c’è grande vivacità sul tema Automotive Smart Area. Prima la presentazione del maxi-accordo universitario tra facoltà emiliane e aziende leader nei motori. Poi Modena con la sua vocazione ingegneristica e informatica. Mancava il teatro nel quale esibire tutto ciò e un programma che mettesse tutto in fila, una volta per tutte, sul tema dell’innovazione a 360 gradi. Così arriva il bando periferie, in parte già finanziato, che nella zona ex Mercato Bestiame costruirà quello che si può definire “il quartiere dell’innovazione”. Qui ci sarà la casa dell’intelligenza artificiale modenese, qui si svilupperanno nuove tecnologie, nasceranno prototipi, la vita quotidiana sarà scandita anche da piccole grandi novità che andranno ad interagire nella vita di tutti i giorni dei residenti e di chi si troverà a frequentare la zona.

L’automotive smart area è un laboratorio a cielo aperto dove si potranno testare veicoli innovativi a guida assistita, guida autonoma e mobilità elettrica con applicazioni di bordo capaci di dialogare con la città e con i suoi abitanti, in piena sicurezza. Infatti, laddove le tecnologie di bordo non siano ancora applicabili su strada, i test più futuristici potranno essere effettuati nel vicino Autodromo. L’area modello coincide con quella del Progetto Periferie, che comprende il Data Center e nuovi investimenti legati alla riqualificazione dello spazio urbano dell’area nord, finanziati anche grazie ai fondi del Governo.

Il Ministero dei Trasporti è partner, tanto che prossimamente verrà ufficializzata la scelta della città di Modena quale riferimento nazionale per la sperimentazione dei veicoli a guida assistita, sensori, connettività e delle nuove tecnologie applicate alla mobilità. Si va dall’integrazione con il trasporto pubblico urbano, allo smart parking, dalla sicurezza dei pedoni ai pagamenti on-line, dai segnali stradali che variano al variare delle condizioni del traffico fino alle applicazioni di telemedicina a bordo. Il Data Center sarà il luogo fisico del cervellone che conterrà tutta l’informatizzazione della città: server, computer, archivio dati, una cittadella dell’innovazione a pochi passi dal centro.

Il progetto è parte del piano smart city della città di Modena, curato in particolare dall’assessore ad attività economiche, innovazione e turismo Ludovica Carla Ferrari, alla quale abbiamo chiesto alcuni chiarimenti.

Modena è pronta per le auto a guida autonoma?

«L’Italia si sta preparando ad importanti evoluzioni tecnologiche, e noi guardiamo al domani e ci prepariamo per essere una città del futuro. E non secondario: con l’obiettivo di sostenere il sistema economico, del quale l’automotive, con un consistente indotto, è parte fondamentale. La mobilità smart, oltre che attenzione all’ecologia e alla qualità della vita, significa posti di lavoro».

Più volte il sindaco ha richiamato il progetto come un’importante occasione di sviluppo, ma quanto è concreto?

«Lo scorso ottobre a Modena Smart Life nasce questo progetto, con il pregio di vedere Istituzioni, mondo della ricerca e dei privati capaci di fare sistema per lo sviluppo e l’innovazione del territorio. Giorno dopo giorno Automotive Smart Area si realizza e si avviano nuove collaborazioni. Il 21 marzo 2017 i primi test ufficiali in Autodromo a Marzaglia. Il programma è attivo, siamo al lavoro».

Il Comune, l’Università e i ricercatori di Alfa Romeo - Maserati ne sono stati i protagonisti. Anche la Regione ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno partecipato.

«Ci stiamo preparando per presentarlo compiutamente, e svilupparlo con la collaborazione delle associazioni di categoria e del mondo professionale».

Perché proprio a Modena?

«Siamo nel cuore della Motor Valley, dove si coniuga la tradizione con la contemporaneità, e dove c’è il coraggio per guardare avanti… qui, oltre ad avere dalla nostra un sistema di partner pubblici e privati capaci di collaborare e condividere progetti, abbiamo le infrastrutture, come il piano di posa della fibra ottica per la connettività e per l'installazione di sensori e telecamere, come l’Autodromo di Marzaglia e come il Data Center e la prima Academy italiana sulla Cyber Security, perché la tecnologia non migliora la qualità della nostra vita senza grande attenzione alla sicurezza, fisica e digitale».

Il sindaco in occasione del Convegno Emilia dei Motori ha parlato di Modena e della Formula E, il campionato di monoposto elettriche che sta spopolando in mezzo mondo.

«La Formula E è un sogno che stiamo coltivando... che dire?! Siamo baricentro della Motor Valley, c’è terreno fertile per alimentare questa visione».
 

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