Modena, morto il ristoratore Enrico Tartarini patron della “Bianca”
Aveva 77 anni ed era il figlio della fondatrice della trattoria aperta nel 1948 in via Spaccini. Storia della città in un locale
MODENA. Enrico Tartarini, patron della storica trattoria Bianca, se ne è andato l’altro giorno all’età di 77 anni, dopo una vita dedicata alla grande cucina tradizionale di Modena assieme a sua madre, la fondatrice a cui si deve il nome del locale e deceduta una decina di anni fa. Ma la trattoria, che sin dal 1948 si trova in via Spaccini, nelle vicinanze della Villa d’Oro, continua la sua attività nel solco della tradizione e delle accurate e rispettose innovazioni culinarie. Il figlio Giuseppe infatti da oltre trent’anni ha infatti affiancato il papà nella conduzione e nella gestione della trattoria, nata in tempi ormai “antichi”, quelli dell’immediato Dopoguerra, quando la città iniziava a riprendersi dalle distruzioni del conflitto.
«Si, spiega Giuseppe - mia nonna Bianca Costa Pisani arrivò a Modena da Pavignane di San Felice, dove già aveva avuto una osteria. Aprì una osteria in via Santa Margherita, in centro, proprio dietro al teatro comunale. Poi, volendo un po’ allargarsi, si trasferì nel 1948 in quella che è rimasta la nostra sede, in via Spaccini. Mio padre la affiancò nel locale qualche anno prima che io nascessi, all’inizio del 1960: ancora un anno e avremmo festeggiato insieme i settanta anni della trattoria Bianca».
Enrico Tartarini, come spiega il figlio Giuseppe nella sua lunga attività ha visto la città crescere e cambiare, storie e persone passare dai suoi tavoli davanti ad immancabili specialità semplici ma superbe come tortellini, arrosti e salumi. «All’inizio infatti - spiega Giuseppe - in trattoria venivano quelli del mercato bestiame che era nelle vicinanze, poi con il passare delle generazioni sono arrivati gli studenti, gli universitari. E con il passare del tempo gli stessi “ragazzi” sono diventati professionisti, primari, avvocati che vengono ora in trattoria. Ho ben presente mio padre chiacchierare con loro ricordando i tempi trascorsi in precedenza». «Personaggi famosi? Parecchi, da qui sono passati in tanti - dice Giuseppe - ma non me li ricordo tutti. Il bello di questo locale è la famigliarità, il modo anche con cui mio padre metteva a proprio agio tutti i clienti». E in effetti anche gli interni hanno mantenuto il calore della tradizione, una eccellenza che è così difficile da trovare di questi tempi. Come spiega Giuseppe nel sito della trattoria «In città la “Bianca” è un highlander, uno dei pochi locali storici rimasti a raccontare il gusto e i sapori del passato. Per noi la materia prima è importante, la ricerca dell’eccellenza è continua, ma crediamo in una lavorazione soft che ne valorizzi la qualità. Vorremmo che alcuni piatti trasmettessero un ricordo, oltre che un’emozione». Emozioni che suo padre ha consentito venissero trasmesse per oltre mezzo secolo.
Il funerale di Enrico Tartarini avrà luogo martedì alle 10.30 partendo dalla casa funeraria Terracielo direttamente per la chiesa parrocchiale di San Giovani Evangelista in via Diena dove alle 11 verrà celebrato il rito funebre.
Stefano Totaro
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