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Passa la parola: Io, il Papu e l’amicizia

di GIORGIA AMATI
Passa la parola: Io, il Papu e l’amicizia

Continua la pubblicazione delle recensioni di libri scritte dai ragazzi sul nostro settimanale Zero 14 grazie alla collaborazione con Passa la Parola, il festival della lettura per ragazzi...

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Continua la pubblicazione delle recensioni di libri scritte dai ragazzi sul nostro settimanale Zero 14 grazie alla collaborazione con Passa la Parola, il festival della lettura per ragazzi organizzato da Libreria Il Castello di Carta e Csi Modena, che anche quest’anno arriverà in città in settembre (sarà anche a Formigine, Spilamberto e Castelvetro nello stesso mese, mentre è già stato a Castelfranco e Vignola). La recensione di questa settimana riguarda l’ultimo libro di Luigi Garlando “Io e il Papu” ed è stata scritta da Giorgia Amati, studentesse di terza media alla scuola Sacro Cuore.



di GIORGIA AMATI

Io e il Papu, di Luigi Garlando, è un romanzo che con semplicità e maestria trasmette al lettore valori di grande importanza attraverso la narrazione di un’amicizia davvero speciale. È la figura di Papa Francesco ad accompagnare il racconto della vita di Arcadio, un bambino di undici anni che non parla più in seguito ad un attentato terroristico. Tanta è la paura di trovarsi in un luogo affollato e favorevole ad un attacco che il ragazzo è costretto a rinunciare a tutto ciò che un giorno amava: il calcio, lo stadio, persino il parco giochi. La vita di Arcadio sembra non migliorare nemmeno quando la cugina Margot lo invita a spedire una lettera al Papa per chiedergli aiuto. In realtà il ragazzo si rifiuta di scrivere in modo tradizionale: infatti egli imbusta e spedisce al Papa soltanto quattro figurine di calciatori. Quando il Santo Padre riceve la lettera, intuisce da subito la sofferenza che prova il bambino e decide di fare il possibile per “riconsegnarlo al mondo”. Si reca a casa sua e trova Arcadio chiuso nell’Astronave, il suo armadio, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. Inizia così un “dialogo” privo di parole, condotto usando la strabiliante lingua di un ragazzo la cui mente è ormai chiusa alla bellezza del mondo. Da un invito a cena da parte del giovane nascerà un’incredibile sintonia con Francesco, che gli restituirà la gioia e la serenità perdute; con il Papu egli salirà di nuovo sull’autobus, giocherà a calcio con i suoi amici e si recherà allo stadio a vedere Roma-Bayer Monaco. Nella semplicità dei gesti del Santo Padre, egli riconoscerà un affetto sincero, un’idea di pace del tutto nuova, della quale il mondo ha bisogno per rinascere; un piccolo miracolo immerso nel quotidiano. La meraviglia di questo testo è proprio la dedizione e l’amore con i quali Papa Francesco diventa il simbolo della dolcezza e della fraternità, accompagnando Arcadio nel percorso che lo porta ad eliminare le sue paure. Con questo romanzo, Luigi Garlando ci dona sorrisi attraverso l’ironia e l’emozione, senza mai tralasciare l’interesse verso la vicenda che rende incalzante la narrazione.

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