Stefano Landini: Una vita a fumetti Tutto cominciò per colpa di “Akira”
La storia di Stefano Landini, 40 anni, sedotto a 12 dal manga capolavoro del giapponese Otomo
MODENA. «Il mio primo incontro con il fumetto è stato all’età di 12 anni, quando, per un mio compagno, Francesco Pasquesi, che ringrazio ancora, mi sono ritrovato fra le mani il volume di Akira di Otomo. Da quel momento è scoccata la scintilla: quella lettura mi aprì un mondo fantastico che sino ad allora non conoscevo e che non avevo mai neppure considerato potesse diventare un mestiere. In quello stesso periodo, insieme a quel mio compagno, mi misi a disegnare su un piccolo quaderno quello che potremmo considerare il mio “primo” fumetto, “Terror,” che ovviamente è gelosamente custodito nella libreria di casa». Stefano Landini, fumettista classe 1977 di Sassuolo, esordisce come grafico, poi come designer di moda ed infine fa della sua passione una professione diventando fumettista. Debutta come professionista sulle pagine di Lanciostory e Skorpio per Eura Editrice, ed inizia la sua collaborazione con Roberto Recchioni con John Doe, Detective Dante ed Ammazzatine ripubblicato per NPE Editore. Per Becco Giallo realizza La banda della Magliana.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15470097:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15470097:1650036543/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Negli anni ho potuto capire ed elaborare la possibilità di fare in modo che questa passione potesse diventare una professione - prosegue Stefano - L’anno della svolta fu tra il 1995 e il 1996 quando mi decisi a frequentare quello che all’epoca era la sola possibilità nel nostro comprensorio di approfondire a livello professionale questo ambito, cioè un corso alla scuola Nuova Eloisa di Bologna. Lì conobbi insegnanti, autori e disegnatori che erano riusciti a fare di questa passione un lavoro. Da quell’anno per me tutto cambiò, almeno dentro la mia testa. Pochi mesi dopo la conclusione del corso, la prima occasione di pubblicare venendo retribuito mi fu data dalla casa editrice Eura (oggi Aurea Editrice), grazie a Roberto Recchioni (attualmente curatore della testata Dylan Dog), con il quale iniziai una collaborazione su più storie. Da quel momento decisi di provare a fare il grande salto e lasciare un lavoro sicuro per gettarmi nell’avventura di fare il fumettista di professione. Cosa, che per mia fortuna, da allora non ho più smesso di fare». Negli anni Stefano ha fatto molte esperienze, lavorando con le maggiori case editrici del mondo (Marvel, DC, Glénat, Mondadori, Sergio Bonelli Editore), e con alcuni dei professionisti più riconosciuti nel settore.
«Mi è sempre piaciuto aprirmi a esperienze lavorative che potessero essere in un qualche modo legate al mondo dell’arte e non solo del fumetto in senso stretto - spiega Landini - Ho collaborato alla nascita di un’azienda di moda (Dead Meat), ho realizzato illustrazioni per volumi collegati al mondo del cinema (Star Wars per la Disney/Lucas Film e per uno dei film in uscita nel 2018 della Marvel Studios), e facendo illustrazioni per giochi da tavolo di carte (Bang - Dv Giochi) di prossima uscita, e non per ultimo, iniziando l’esperienza di insegnamento presso la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia dove lavoro da quando ha aperto. L’insegnamento credo che sia stato, dopo la professione di fumettista, la seconda tappa che più mi ha fatto mettere in gioco con me stesso, scoprendo un lato del mio rapporto con le persone, in questo caso gli studenti, che non avevo mai preso in considerazione». Stefano collabora con la Sergio Bonelli Editore per la collana “Le Storie”. «La mia prima pubblicazione Bonelliana è uscita in edicola lo scorso maggio. Il titolo è IX B’Alaam ed è stato scritto da Andrea Voglino. Da bambino - conclude - leggevo di tutto, dai Manga, passando per i Bonelli, agli americani e anche alcuni francesi. Da quel lontano 1989 ad oggi, ho continuato a comprare volumi e una delle soddisfazioni più grandi è vedere al fianco di quegli autori che tanto amavo da bambino i miei lavori pubblicati dalla stessa casa editrice casa editrice».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

