il permesso
Via libera al collegamento tra due edifici in via Malta
Il Consiglio comunale di Modena ha dato il via libera a un altro permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici comunali a favore della società Fim – Premec srl per la realizzazione di un...
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Il Consiglio comunale di Modena ha dato il via libera a un altro permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici comunali a favore della società Fim – Premec srl per la realizzazione di un collegamento in struttura metallica tra due fabbricati produttivi in via Malta 21-25, nella zona industriale di Modena nord.
La delibera, illustrata dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, rende possibile la deroga sulla base del documento di indirizzo Sblocca Modena. «La deroga – ha spiegato – riguarda la densità edilizia. L’azienda si è ampliata acquistando l’immobile adiacente a quello di sua proprietà, che era rimasto inutilizzato, operazione resa possibile anche grazie al ruolo di facilitatore svolto dal Consorzio attività produttive. Non essendoci parti di collegamento tra i due immobili – ha proseguito – è venuta naturale la richiesta di collegamento, con un ampliamento dell’attuale superficie per circa 123 metri quadrati quando, per le previsioni del Piano particolareggiato, la capacità edificatoria risultava completamente sfruttata e non sarebbe stato ammesso. L’intervento proposto configura un interesse pubblico», ha proseguito.
La delibera, illustrata dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, rende possibile la deroga sulla base del documento di indirizzo Sblocca Modena. «La deroga – ha spiegato – riguarda la densità edilizia. L’azienda si è ampliata acquistando l’immobile adiacente a quello di sua proprietà, che era rimasto inutilizzato, operazione resa possibile anche grazie al ruolo di facilitatore svolto dal Consorzio attività produttive. Non essendoci parti di collegamento tra i due immobili – ha proseguito – è venuta naturale la richiesta di collegamento, con un ampliamento dell’attuale superficie per circa 123 metri quadrati quando, per le previsioni del Piano particolareggiato, la capacità edificatoria risultava completamente sfruttata e non sarebbe stato ammesso. L’intervento proposto configura un interesse pubblico», ha proseguito.
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