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La busta e la “cassa”: la verità del Si Cobas sull’arresto di Milani 

La busta e la “cassa”: la verità del Si Cobas sull’arresto di Milani 

Processo per estorsione in vista. Le accuse al sindacalista e i ruoli di Piccinini ricostruiti nel libro “Carne da macello”

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Chi è realmente Danilo Piccinini? Perché Aldo Milani il 14 gennaio si è precipitato alla Alcar Uno per un incontro dell’ultimo momento coi Levoni e Piccinini? Perché la busta coi soldi è andata a Piccinini ma è accusato anche Milani?

Mentre la data del processo contro il misterioso mediatore e il capo del sindacato Si Cobas deve essere ancora fissata (è questione di giorni), sta per uscire il libro dei Si Cobas che dà un ricostruzione dettagliata anche di questa vicenda giudiziaria che ha portato alla ribalta dei media Milani, sindacalista “duro e puro” ora accusato di essere estorsore, e il suo arresto poi commutato in obbligo di dimora a Milano (per Piccinini l’arresto è stato convalidato come misura cautelare).

Questo spaccato giudiziario viene ricostruito in “Carne da macello”, il libro del Si Cobas appena stampato che parla di battaglie sindacali ma anche del caso Modena, definito «epicentro del triangolo affaristico Pd-coop-triplice confederale». Nella nostra provincia - dove, si legge, agli appalti corrispondono tesseramenti sindacali e voti - secondo Si Cobas è esploso il settore carni con il caso Alcar Uno, come noto al centro di una vertenza durissima. Si Cobas ricorda il motivo di questo caso: la “beffa” della Naspi, l’assegno di disoccupazione previsto da Jobs Act, che per i lavoratori Alba Service non c’era all’Inps perché i contributi non erano stati versati. Durante gli scioperi per la vertenza Bellentani, avviene il primo contatto tra Milani e Piccinini. Questi si descrive via mail come «imprenditore interessato a rilevare gli appalti in area modenese». Dice di avere messo in piedi alcune coop ma nella mail a Milani si dimentica di dire che ha precedenti importanti per truffa. Piccinini si presenta di nuovo, questa volta come responsabile di un’azienda di consulenza. «È singolare - si legge nel libro - il fatto che questa mail venga spedita il giorno stesso in cui ad Alcar Uno viene comunicato il piano di ristrutturazione». Poi, coi 55 licenziamenti e lo scontro coi Levoni, Piccinini torna alla carica, questa volta «presentandosi quale “amico” del Levoni” ed entra nella trattativa Alcar Uno come intermediario». Il 7 dicembre, al primo incontro partecipano, come chiesto dai Levoni, solo Milani e i Levoni: i lavoratori sono ritenuti inaffidabili e violenti. I Levoni chiedono il riserbo ma daranno loro stessi la notizia di questo incontro. E proprio in questo caso Piccinini tratta a nome dei Levoni in veste di consulente aziendale. Piccinini, scrivono gli autori, si ripresenterà poco dopo. «Il 14 dicembre, come emerge dall’inchiesta giudiziaria, si scopre che Piccinini ha ricevuto dai Levoni 5mila euro per il suo lavoro di consulenza rilasciando regolare fattura». Ma, nel corso di incontri e trattative, il 14 gennaio arriva improvvisamente la richiesta di un incontro urgentissimo, proprio quando le parti sono convocate in tribunale per la controversia. È a questo punto che avviene il famoso passaggio della busta coi soldi dai Levoni a Piccinini immortalato dalla telecamera nascosta dalla Questura. Milani è accusato di complicità in tentata estorsione e arrestato con Piccinini. La versione Si Cobas è che non solo Milani non c’entra nulla con la busta di Piccinini ma «l’unica somma destinata al sindacato è un corrispettivo solito che si aggira su 10-150 euro a lavoratore: la “Cassa di resistenza per i licenziati”». La Procura contesta questa versione. Replicano gli autori del libro: «Se ciò fosse vero, tutte le organizzazioni sindacali in Italia e nel mondo sarebbero una sorta di associazione a delinquere». La conclusione del capitolo è che un’azienda definita «sfruttatrice» e inadempiente diventa un soggetto ricattato «mentre i lavoratori in lotta, attraverso l’arresto del loro coordinatore sindacale, sono rappresentati come un’associazione a delinquere dedita all’estorsione. Il mondo capovolto».

Carlo Gregori

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