Modena. Gigetto, ora si viaggia come in salotto ma c’è ancora da fare
Su Flirt, il nuovo treno: aria condizionata, display con orari ma stazioni senza biglietteria e altre dove scendi sui... sassi
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MODENA. Il nome - ‘Flirt’ - suggerisce già qualcosa di positivo, anche se in realtà si tratta dell’originale svizzero, che in Emilia Romagna diventa un meno romantico ‘Etr 350’. Tecnicismi a parte, la novità c’è tutta: linea decisamente più accattivante, con un patriottico verde, bianco e rosso all’esterno, e soprattutto un servizio all’altezza del 2017, con aria condizionata, poltrone nuove e più comode e schermi con l’infografica relativa al viaggio. Perché dopo anni di polemiche e promesse, è partito sulla linea ferroviaria Modena-Sassuolo il ‘Gigetto 2.0’, ovvero il nuovo treno acquistato da Fer.
Per ora il convoglio nuovo è solo uno, ma a settembre, come ricorda il sindaco di Formigine Maria Costi, «altri due nuovi treni sostituiranno definitivamente le vecchie carrozze. Si tratta di un primo importante passo - spiega ancora il primo cittadino formiginese - per migliorare il servizio di una tratta che, di fatto, avrebbe tutte le caratteristiche per funzionare come metropolitana di superficie. Ma perché le persone comincino sul serio a utilizzarla come tale, facendo la scelta ambientalista di privilegiare lo spostamento su rotaia rispetto al mezzo privato su gomma, c’è ancora della strada da fare. Ne parleremo ancora - conclude il sindaco - ma intanto, via che si va!».
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E a proposito di andare, dunque, ieri abbiamo provato il nuovo treno, partendo dall’ospedale di Baggiovara per raggiungere la stazione piccola di piazzale Manzoni. La prima cosa che si nota, ovviamente, è il look rinnovato del convoglio, con le carrozze verdi, bianche e rosse. E anche salendo all’interno, il colpo d’occhio è decisamente diverso dallo ‘storico’ Gigetto, con i sedili nuovi blu e l’aspetto che ricorda le metropolitane leggere, e l’infografica che dagli schermi illustra il tragitto, la velocità (60 km all’ora quella media) e la prossima fermata. Ma la cosa che si apprezza di più, soprattutto in questi giorni, è la presenza dell’aria condizionata, che rende decisamente più gradevole il viaggio, che per la tratta Baggiovara ospedale-piazzale Manzoni (due delle dieci fermate che vanno dalla stazione di Sassuolo a quella di Modena) dura nove minuti, per un costo di 1.20 euro (il biglietto oscilla tra gli 1.20 e i 2.90 a seconda del percorso). O meglio, un costo ‘teorico’, perché - e qui comincia la sezione sulle cose da migliorare - ieri, come altre volte, si è verificato un disservizio che porta gli utenti a diventare… portoghesi loro malgrado: all’ospedale di Baggiovara, una delle fermate più utilizzate del servizio, i biglietti per il treno non erano disponibili.
Alla stazione, infatti, non ci sono macchinette automatiche, mentre la rivendita dell’ospedale, l’edicola interna alla struttura, aveva finito i biglietti, come accade spesso dopo il fine settimana. Di conseguenza, chi ieri voleva prendere il treno dall’ospedale aveva davanti due scelte: raggiungere il punto vendita più vicino (a circa un chilometro di distanza), perdendo il treno e aspettando il successivo, oppure salire senza pagare, cercando di spiegare la cosa al capotreno (in teoria il biglietto acquistato a bordo comporterebbe una maggiorazione di 5 euro). Un problema da risolvere, insomma - magari installando una biglietteria automatica - se si vuole che il servizio sia in linea con i nuovi treni. Un’altra segnalazione degli utenti arriva invece dalla pagina Facebook ‘Salviamo Gigetto’: oltre agli apprezzamenti per il convoglio, si fa notare che il nuovo treno è sovradimensionato, con troppe carrozze in proporzione ai viaggiatori. Una scelta che crea un altro problema: nelle stazioni più piccole e con la pensilina stretta, alcune carrozze aprono le porte sulla ... massicciata.
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