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Scuole medie di Pavullo No alla settimana corta 

di Daniele Montanari
Scuole medie di Pavullo No alla settimana corta 

Proposta bocciata dal Consiglio d’istituto: niente rientro una volta a settimana Il confronto ripartirà a settembre. Confermata, invece, a Fanano e a Sestola 

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PAVULLO. Niente settimana corta alla scuola media a settembre.

Il Consiglio d’istituto di lunedì scorso infatti si è chiuso con una “fumata nera”: nel confronto tra dirigenza, genitori e personale scolastico alla fine hanno prevalso i contrari alla sperimentazione, con una netta maggioranza. Asse della bilancia dunque spostato rispetto alla posizione di sostanziale equilibrio che si era evidenziata a inizio maggio, quando venne distribuito un questionario per capire, tra genitori e docenti, chi poteva essere favorevole all’idea e chi no. Il 50 e 50 fu accolto con una certa sorpresa, dato che l’ipotesi di settimana corta era stata lanciata proprio da un gruppo di genitori e ci si aspettava più appoggio. Invece prevalse la prudenza, di fronte alla prima impostazione che prevedeva il mantenimento dell’orario 8-13.30 con l’aggiunta di un giorno di rientro a gestione “flessibile” in accordo con le famiglie per venire incontro anche agli impegni pomeridiani degli studenti, tra associazioni e sport. In questo caso la pausa pranzo avrebbe riguardato solo un gruppo di ragazzi, e sarebbe stata più facile da gestire. Di fronte alle titubanze si è però deciso di presentare un altro progetto di settimana corta. Subito si pensava di sottoporlo all’attenzione con un secondo questionario, poi si è optato per il confronto libero, in Consiglio d’istituto appunto. Qui la prospettiva era di un rientro fisso a settimana che avrebbe coinvolto tutti gli alunni, comportando quindi la necessità di una sorveglianza dei docenti nella pausa pranzo. Intervallo peraltro tutto da organizzare, perché la scuola non ha una mensa e quindi serve un appoggio esterno. Lo si poteva trovare nella mensa Cir, però con sorveglianza da estendere anche lì, oltre che sul tragitto. La cosa è stata vista dalla maggior parte del corpo docente come un impoverimento dell'offerta didattica, visto il tempo che avrebbe tolto, e poi sono rimaste le titubanze dei genitori.

Quindi tutto “congelato”, anche se a settembre potrebbe ricominciare il confronto per sperimentare a questo punto l'anno dopo. A Fanano invece il debutto della settimana corta è confermato, sulla scia del successo di Sestola. «Mi piace l’idea di una scuola viva anche al pomeriggio - sottolinea la preside Rossana Poggioli - ma deve portare un arricchimento nell’offerta, non problemi. La settimana corta andava incontro anche alle esigenze di sabato libero legate all’attività agonistica agli studenti, ma deve essere una scelta condivisa nelle sue dinamiche in modo da essere pienamente sostenibile, anche nei trasporti».

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