Mangiare a scuola costerà di più
di Marco Pederzoli
Il pasto aumenta di 40 centesimi nell’Unione. Muratori: «È un servizio individuale che va adeguato»
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VIGNOLA . Tra le novità che ci saranno a partire dal prossimo anno scolastico, non manca quella di un aumento del servizio della mensa scolastica, in tutti i comuni dell’Unione Terre di Castelli. Si tratta di un aumento non di poco conto – 40 centesimi a pasto – che l’Unione ha deciso alcuni mesi fa in consiglio e che sta emergendo ora, anche con diverse proteste sui social. A spiegare le ragioni di questa decisione, che riguarda centinaia di famiglia, è Emilia Muratori, presidente dell’Unione: «La ragione per la quale mesi fa, quando ancora era presidente Smeraldi, abbiamo deciso questo aumento, è che la mensa, così come il pre e post scuola, o il trasporto scolastico, sono servizi a domanda individuale, che dovrebbero tendere, secondo noi, alla copertura da parte di chi ne usufruisce. Questo perché – prosegue la Muratori – ciò che non viene coperto da chi usufruisce di questi servizi, va a ricadere sulla fiscalità locale. Ovviamente, premesso questo, non deve mancare un principio di solidarietà, che non manca tuttora. Nello specifico, abbiamo deciso di intervenire solo sulla mensa, e non sugli altri servizi del pre e post scuola o del trasporto scolastico, perché la mensa è il solo servizio a domanda individuale che può prevedere riduzioni del 25 e del 60%, in base al proprio reddito Isee, o addirittura l’esenzione, per casi segnalati dai servizi sociali. Inoltre – conclude – ci impegneremo sempre più a esigere il pagamento del dovuto da chi potrebbe e invece non paga la mensa scolastica, causando di conseguenza un danno alla comunità».
Non sono previste, invece, modifiche ai pasti a seguito di questo aumento, «anche perché la scelta è già molto ampia», spiega la Muratori. Non si parla più, almeno per il momento, neanche di reintroduzione del menù vegano una volta alla settimana, che tante proteste e prese di posizione tra favorevoli e contrari aveva suscitato nelle settimane scorse, dopo un solo giorno di sperimentazione.
Non sono previste, invece, modifiche ai pasti a seguito di questo aumento, «anche perché la scelta è già molto ampia», spiega la Muratori. Non si parla più, almeno per il momento, neanche di reintroduzione del menù vegano una volta alla settimana, che tante proteste e prese di posizione tra favorevoli e contrari aveva suscitato nelle settimane scorse, dopo un solo giorno di sperimentazione.
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