«Profughi a Sant’Antonio? Non lo sapevo»
Il sindaco di Novi festeggia la vittoria con i sostenitori in piazza e glissa sull’arrivo di quattro persone
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NOVI. È nel primo giorno da sindaco che Enrico Diacci ha scoperto da Giulia Olivetti del prossimo arrivo di alcuni profughi a Sant’Antonio. È stata infatti la candidata del centrosinistra a chiedersi come la nuova maggioranza e le “diverse anime che la compongono”, riusciranno a mettersi d’accordo su questioni delicate come questa. Diacci per il momento non è in grado di rispondere. «Non ne so nulla - dice - Non ho ancora ricevuto alcun documento ufficiale né incontrato nessuno. Oggi avrò il primo incontro con il segretario comunale Anna Messina, che mi metterà al corrente di quanto accade intorno a noi, mentre nel pomeriggio sarò alla Giunta delle Terre d’Argine. Non parlerò mai per sentito dire, ma unicamente quando le notizie saranno ufficiali. Posso solo dire che era nell’aria: ora cercheremo di capire».
A dissipare i dubbi sull'eventuale arrivo dei rifugiati, Andrea Maccari, presidente de “Il Mantello”, la cooperativa accreditata in Prefettura per dare loro accoglienza. «Si tratta di quattro persone, di cui ancora non conosciamo la nazionalità, che vivono situazioni di emergenza - spiega - e il cui eventuale arrivo dipenderà dalle decisioni prese di concerto da Prefettura e Comune».
Il mandato di Enrico Diacci è, dunque, entrato nel vivo nella sua complessità fin da subito. Il neo eletto, che lunedì sera si è recato a Novi e a Rovereto per ringraziare, insieme ai nuovi consiglieri, le due comunità, si toglie un sassolino dalla scarpa. «Ho voluto incontrare i miei amici e i miei concittadini per ringraziarli - spiega - e riconfermare di non avere alcuna chiusura nei confronti di nessuno. Lo ripeto perché vorrei fosse chiaro. Qualcuno sta dicendo (il destinatario è ovviamente Giulia Olivetti e tutto il Pd, ndr) che il Comune è diviso in due: non lo è. In democrazia c’è un’idea che vince e quella, istituzionalmente, diventa la figura di tutti, non solo di chi lo ha votato. Chi sta dicendo che il paese è diviso, lo fa perché lo crede tale in base a una concezione vecchia».
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