Campo nomadi abusivo, sindaco all’angolo
«Non potevamo sapere della banda» Ma c’è chi accusa : «Controlli farsa: si doveva sgomberare »
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«Ringrazio le forze dell'ordine. ora pene pesanti per queste persone». All’indomani della scoperta, nel campo nomadi abusivo da mesi tollerato alle porte di Modena, di una vera e propria banda di ladri specializzati nello sradicare bancomat dalle filiali, il sindaco Muzzarelli esprime ferma condanna per questa banda che si ritiene guidata dal clan Seferovic (sul posto Andrea Seferovic scontò i domiciliari). Ma fatica a dimostrare l’imbarazzo nel dover rispondere alle polemiche che gli piovono addosso, sui mancati controlli, o controlli evidentemente non accurati, che in consiglio comunale ha detto di aver affidato alla polizia municipale. Controlli che evidentemente non sono riusciti a capire che sotto il ponte della Tav, non c’erano solo roulotte di famiglie di nomadi, ma agiva un florida attività criminale.
Non a caso nella stessa maggioranza che sostiene Muzzarelli si levano dubbi sulla 'gestione' di contenimento del campo, condizionata di fatto dalla presenza di minori al suo interno. Ed è a questa scusa che sembra aggrapparsi per giustificare di aver tollerato per mesi una situazione che i fatti hanno dimostrato essere pesante...
«Ringrazio le forze dell'ordine per questo loro impegno enorme, che consente- ha dichiarato Muzzarelli- di fare chiarezza su furti a scasso che in questo periodo si erano rivelati uno dei problemi della città. Dobbiamo continuare a lavorare in sinergia, come stiamo facendo, perché poi i risultati arrivano. Ora- rimarca e auspica il primo cittadino- pene pesanti per queste persone, bisogna smetterla di continuare a delinquere nel nostro territorio».
Parole di prassi, da comunicato stampa classico. Ma c’è altro di cui non riesce a dare risposta in modo convincente.
Per mesi il caso di quel campo abuisivo era emerso sulle pagine dei giornali, nelle lamentele preoccupate dei residenti. E il sindaco in consiglio nel novembre 2016, cercò di spiegare in risposta a un'interrogazione. «Banda dei bancomat? A quel tempo non si sapeva, ovviamente. - si giustifica oggi- Io sapevo che stavano facendo controlli, la conoscenza di quel momento era quella e le risposte in consiglio vengono date puntualmente sulla base di quello che è noto. C'erano i minori? C'erano dei minori che hanno dei genitori, in un paese democratico non puoi togliere i minori alle persone in automatico», ricorda e conclude il sindaco conversando coi cronisti. Sarà ma a denti stretti nei corridoi della polizia municipale si sostiene che un conto sono i controlli e un conto i passaggi a lampeggianti accesi per farsi vedere... E i segnali di alllarme c’erano stati tutti: un blitz dei carabinieri con rinvenimento di refurtiva, il ripetersi di episodi di danneggiamenti con ragazzini che tiravano sassi alle auto. Oltre le ripetute proteste dei residenti. Intanto, non solo nel centrodestra e nella Lega si coltivano malumori. È lo stesso gruppo Articolo1-Mdp, alleato di muzzarelli in comune, che col consigliere Valter stella (sua l'interrogazione dello scorso settembre) scrive su facebook "San Matteo uguale Far West". Spiega tra i vari commenti Stella: «Il mio timore, che mi auguro venga presto e indiscutibilmente smentito, è che alla fine questa situazione di grave degrado, che comporta parecchie tensioni sociali, sia un classico caso di soluzione provvisoria che diverrà più permanente della miglior soluzione definitiva... Con il sottaciuto beneplacito-del Comune, delle istituzioni» Cos'è che impedisce a trasferire gli occupanti di un'area del tutto inadeguata ad ospitare donne e bambini in un'altra zona più sicura, controllabile e umanamente dignitosa?
Non a caso nella stessa maggioranza che sostiene Muzzarelli si levano dubbi sulla 'gestione' di contenimento del campo, condizionata di fatto dalla presenza di minori al suo interno. Ed è a questa scusa che sembra aggrapparsi per giustificare di aver tollerato per mesi una situazione che i fatti hanno dimostrato essere pesante...
«Ringrazio le forze dell'ordine per questo loro impegno enorme, che consente- ha dichiarato Muzzarelli- di fare chiarezza su furti a scasso che in questo periodo si erano rivelati uno dei problemi della città. Dobbiamo continuare a lavorare in sinergia, come stiamo facendo, perché poi i risultati arrivano. Ora- rimarca e auspica il primo cittadino- pene pesanti per queste persone, bisogna smetterla di continuare a delinquere nel nostro territorio».
Parole di prassi, da comunicato stampa classico. Ma c’è altro di cui non riesce a dare risposta in modo convincente.
Per mesi il caso di quel campo abuisivo era emerso sulle pagine dei giornali, nelle lamentele preoccupate dei residenti. E il sindaco in consiglio nel novembre 2016, cercò di spiegare in risposta a un'interrogazione. «Banda dei bancomat? A quel tempo non si sapeva, ovviamente. - si giustifica oggi- Io sapevo che stavano facendo controlli, la conoscenza di quel momento era quella e le risposte in consiglio vengono date puntualmente sulla base di quello che è noto. C'erano i minori? C'erano dei minori che hanno dei genitori, in un paese democratico non puoi togliere i minori alle persone in automatico», ricorda e conclude il sindaco conversando coi cronisti. Sarà ma a denti stretti nei corridoi della polizia municipale si sostiene che un conto sono i controlli e un conto i passaggi a lampeggianti accesi per farsi vedere... E i segnali di alllarme c’erano stati tutti: un blitz dei carabinieri con rinvenimento di refurtiva, il ripetersi di episodi di danneggiamenti con ragazzini che tiravano sassi alle auto. Oltre le ripetute proteste dei residenti. Intanto, non solo nel centrodestra e nella Lega si coltivano malumori. È lo stesso gruppo Articolo1-Mdp, alleato di muzzarelli in comune, che col consigliere Valter stella (sua l'interrogazione dello scorso settembre) scrive su facebook "San Matteo uguale Far West". Spiega tra i vari commenti Stella: «Il mio timore, che mi auguro venga presto e indiscutibilmente smentito, è che alla fine questa situazione di grave degrado, che comporta parecchie tensioni sociali, sia un classico caso di soluzione provvisoria che diverrà più permanente della miglior soluzione definitiva... Con il sottaciuto beneplacito-del Comune, delle istituzioni» Cos'è che impedisce a trasferire gli occupanti di un'area del tutto inadeguata ad ospitare donne e bambini in un'altra zona più sicura, controllabile e umanamente dignitosa?
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