«Il punto nascite va difeso non deve essere barattato»
di Daniele Montanari
Il sindaco di Fiumalbo: «Siamo fieri discendenti, è ora di prendere posizione Investire nel Pronto Soccorso è un diversivo. Il Frignano deve farsi sentire»
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PAVULLO. Coraggiosa presa di posizione da parte del sindaco di Fiumalbo a difesa del punto nascite dell’ospedale di Pavullo. Unico primo cittadino della montagna a farlo, Mirto Campi martedì sera ha scritto su Facebook un’accorata lettera aperta in cui esprime in modo chiaro e netto il no alla chiusura, a nome di tutta la sua amministrazione. E dalla ridda di commenti che ha suscitato, pare che si sia fatto interprete di un sentimento diffuso trasversalmente tra la gente dell’Appennino.
Ricordando la fiera discendenza dai Liguri Friniati della popolazione, Campi puntualizza: «E oggi non riusciamo a dire la nostra su un problema, sicuramente spinoso, come quello del punto nascite? Ma poi, qual è il reale problema? La sicurezza? Ci adegueremo. Gli investimenti? Facciamoli. E non voglio sentir dire che sarà potenziato il Pronto soccorso a discapito del centro nascite: no, il Ps dev’essere potenziato a prescindere dal punto nascite, anch’esso da mantenere e migliorare. Voglio che la gente nasca nella sua Terra! Terra con la “T” maiuscola. Lo pretendo».
Campi dice no a trasferte a Sassuolo o al Policlinico a causa di una questione sicurezza non ben definita. Ed esprime rammarico per il percorso di assistenza alternativo proposto alle gestanti che prevederebbe assistenza a Pavullo per otto mesi e poi per il momento del parto il “trasloco” in pianura, nelle mani di altri medici: «È un percorso che non regge» commenta. Annunciando il suo appoggio alla petizione appena partita, invita quindi anche gli altri sindaci a schierarsi. «Il Frignano è Terra ricca di tradizioni, fatica, peculiarità: toglierci la possibilità di nascere qui è come lasciarci senza radici - ribadisce - inaccettabile. Sarò una voce fuori dal coro ma, pubblicamente, la mia posizione è chiara, netta, inequivocabile. Questa non è una questione di politica, di sinistra o destra, di rossi o neri: qui si parla di Frignano, la Terra in cui hanno vissuto i miei avi e dove dovranno nascere i nostri figli. Non mi interessano i giudizi delle persone che stanno a dieci metri o cinque minuti da un ospedale: ho a cuore le persone che devono alzarsi, di notte e in pieno inverno, e correre a Pavullo per far nascere i propri figli. O vogliamo reintrodurre la levatrice?».
«Ho sentito il dovere morale di scrivere questa lettera - annota Campi - perché bisogna dire le cose come sono se si vogliono migliorare. E io non ho intenzione di lasciare al palo la mia gente di montagna. Se c’è un problema, affrontiamolo. Ma non si può tacere affidandosi alle istituzioni».
A Fiumalbo peraltro proprio in questi giorni si è deciso di “festeggiare” i nuovi nati, previo consenso delle famiglie, con l’affissione pubblica degli annunci di nascita. La scorsa settimana sono stati tre in due giorni, record per il paese. Ed è stato proprio nell’andare a trovare in ospedale a Pavullo la piccola Maida che Campi ha maturato l’esigenza di una reazione, «vedendo un reparto vuoto in maniera angosciante».
Intanto, il Pd Frignano in una nota congiunta ribadisce l’importanza degli investimenti con cui l’ospedale «esce dall’incertezza», precisando che per sul punto nascite «occorre proseguire il confronto aperto a tutti i cittadini e professionisti».
Ricordando la fiera discendenza dai Liguri Friniati della popolazione, Campi puntualizza: «E oggi non riusciamo a dire la nostra su un problema, sicuramente spinoso, come quello del punto nascite? Ma poi, qual è il reale problema? La sicurezza? Ci adegueremo. Gli investimenti? Facciamoli. E non voglio sentir dire che sarà potenziato il Pronto soccorso a discapito del centro nascite: no, il Ps dev’essere potenziato a prescindere dal punto nascite, anch’esso da mantenere e migliorare. Voglio che la gente nasca nella sua Terra! Terra con la “T” maiuscola. Lo pretendo».
Campi dice no a trasferte a Sassuolo o al Policlinico a causa di una questione sicurezza non ben definita. Ed esprime rammarico per il percorso di assistenza alternativo proposto alle gestanti che prevederebbe assistenza a Pavullo per otto mesi e poi per il momento del parto il “trasloco” in pianura, nelle mani di altri medici: «È un percorso che non regge» commenta. Annunciando il suo appoggio alla petizione appena partita, invita quindi anche gli altri sindaci a schierarsi. «Il Frignano è Terra ricca di tradizioni, fatica, peculiarità: toglierci la possibilità di nascere qui è come lasciarci senza radici - ribadisce - inaccettabile. Sarò una voce fuori dal coro ma, pubblicamente, la mia posizione è chiara, netta, inequivocabile. Questa non è una questione di politica, di sinistra o destra, di rossi o neri: qui si parla di Frignano, la Terra in cui hanno vissuto i miei avi e dove dovranno nascere i nostri figli. Non mi interessano i giudizi delle persone che stanno a dieci metri o cinque minuti da un ospedale: ho a cuore le persone che devono alzarsi, di notte e in pieno inverno, e correre a Pavullo per far nascere i propri figli. O vogliamo reintrodurre la levatrice?».
«Ho sentito il dovere morale di scrivere questa lettera - annota Campi - perché bisogna dire le cose come sono se si vogliono migliorare. E io non ho intenzione di lasciare al palo la mia gente di montagna. Se c’è un problema, affrontiamolo. Ma non si può tacere affidandosi alle istituzioni».
A Fiumalbo peraltro proprio in questi giorni si è deciso di “festeggiare” i nuovi nati, previo consenso delle famiglie, con l’affissione pubblica degli annunci di nascita. La scorsa settimana sono stati tre in due giorni, record per il paese. Ed è stato proprio nell’andare a trovare in ospedale a Pavullo la piccola Maida che Campi ha maturato l’esigenza di una reazione, «vedendo un reparto vuoto in maniera angosciante».
Intanto, il Pd Frignano in una nota congiunta ribadisce l’importanza degli investimenti con cui l’ospedale «esce dall’incertezza», precisando che per sul punto nascite «occorre proseguire il confronto aperto a tutti i cittadini e professionisti».
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