Modena, sequestrati 1,4 milioni d'euro a un imprenditore edile
Operazione della Finanza a Mirandola, Finale e San Felice: l'uomo è stato definito "socialmente pericoloso" e vicino ai clan camorristici
MODENA Sequestro tra le province di Modena e Bologna, da parte della Guardia di Finanza, di un patrimonio immobiliare, societario e finanziario, del valore di oltre 1,4 milioni di euro "riconducibile a un imprenditore edile di origine campana da tempo residente nel Modenese, vicino a pregiudicati e ad esponenti contigui alla criminalità organizzata campana e calabrese". E' quanto si legge in una nota delle Fiamme Gialle di Bologna.
IL SEQUESTRO Sono stati sequestrati, tra Mirandola, Finale e San Felice, nel Modenese, e Crevalcore, nel Bolognese, una villa, 5 appartamenti, 7 autorimesse, un fabbricato industriale, tre partecipazioni sociali, rapporti bancari, tutti riconducibili all'imprenditore.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Modena ed eseguito dal Gico, il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna, è l'epilogo di indagini di polizia economico-finanziaria condotte su delega della Procura della Repubblica di Modena che hanno permesso di disporre, a carico dell'uomo, il sequestro di una serie di cespiti il cui valore è risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dallo stesso e dal suo nucleo familiare.
"SOCIALMENTE PERICOLOSO" In particolare, evidenzia la nota dei finanzieri bolognesi, l'imprenditore "la cui attività fin dagli anni '90, si è caratterizzata per l'elusione della normativa tributaria, è apparso, come precisa il Giudice della Prevenzione nell'odierno provvedimento, proclve dal 1994 alla commissione di attività delittuose nel settore economico-finanziario, con particolare riferimento a evasioni fiscali e fatturazioni per operazioni inesistenti", ed stato, pertanto, giudicato "attualmente socialmente pericoloso" sia per aver commesso reiterati e sistematici delitti in ambito economico-finanziario, sia per la sua vicinanza a clan camorristici (Moccia, Schiavone e Casalesi) e a cosche della 'Ndrangheta (Piromalli e Fortugno)'".
Tra le società colpite dall'ordinanza, conclude la nota, "anche una Srl già destinataria, nel mese di marzo 2015, di un provvedimento di rigetto della domanda d'iscrizione nelle cosiddette. White List emesso dalla Prefettura di Modena, proprio per la presenza di situazioni relative a tentativi di infiltrazione mafiosa". (ANSA).
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