fanano
Trignano celebra il gemellaggio con la “Decima Division”
Ripercorsa la storia della liberazione dei Monti della Riva dalle truppe naziste da parte degli americani nel ’45
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FANANO . È stato celebrato nel migliore dei modi ieri a Trignano il “gemellaggio” con gli americani della celebre Decima Mountain Division che nel ’45 liberò i Monti della Riva dalle truppe naziste. Per l’occasione sono arrivati in una novantina, tra figli e parenti dei reduci, vivendo momenti molto intesi.
In mattinata intanto in trenta hanno ripercorso in toto il lungo e impegnativo sentiero (un'ora e mezzo, 450 metri di dislivello) da Farné di Lizzano in Belvedere (nel bolognese) fino al Monte Cappel Buso, sul confine fananese. Ovvero, il cammino che i soldati fecero la notte del 18 febbraio 1945 per guadagnare la vetta dei Monti della Riva ed essere quindi pronti, la notte seguente, a sferrare l'attacco per la conquista del Monte Belvedere, di fondamentale importanza per rompere la Linea Gotica. Fu la prima azione per arrivare alla Liberazione del nord Italia: senza, non ci sarebbe stato il 25 aprile. Di qui l'importanza del ricordo. Che ha visto anche la benedizione della croce del giovane soldato William Kennedy (non parente della dinastia) morto il 27 febbraio 1945 durante una pattuglia: non si sapeva niente di lui, la sua storia è stata in parte ricostruita ora. Poi, dopo essere calati a Trignano, assieme al resto della comitiva c'è stato un altro momento di ricordo al Museo del Centro Tematico Monti della Riva: l'omaggio al sergente Harrison Coleman, scomparso nei mesi scorsi, che si spese in prima persona per fare nascere questo museo, inaugurato nel giugno 2015 a compimento di un progetto partito nel 2002. E l’attaccamento degli americani al centro è stato testimoniato anche dalla donazione di una splendida uniforme d'epoca da parte della famiglia di un altro soldato. «Una giornata splendida - ha sottolineato Massimo Turchi, tra i curatori del museo – che ha fatto crescere ancora il nostro progetto per la memoria». «A cui gli americani – ha aggiunto il sindaco Stefano Muzzarelli – confermano di essere attaccatissimi, tanto da sentirsi ormai a casa loro qui». (d.m.)
In mattinata intanto in trenta hanno ripercorso in toto il lungo e impegnativo sentiero (un'ora e mezzo, 450 metri di dislivello) da Farné di Lizzano in Belvedere (nel bolognese) fino al Monte Cappel Buso, sul confine fananese. Ovvero, il cammino che i soldati fecero la notte del 18 febbraio 1945 per guadagnare la vetta dei Monti della Riva ed essere quindi pronti, la notte seguente, a sferrare l'attacco per la conquista del Monte Belvedere, di fondamentale importanza per rompere la Linea Gotica. Fu la prima azione per arrivare alla Liberazione del nord Italia: senza, non ci sarebbe stato il 25 aprile. Di qui l'importanza del ricordo. Che ha visto anche la benedizione della croce del giovane soldato William Kennedy (non parente della dinastia) morto il 27 febbraio 1945 durante una pattuglia: non si sapeva niente di lui, la sua storia è stata in parte ricostruita ora. Poi, dopo essere calati a Trignano, assieme al resto della comitiva c'è stato un altro momento di ricordo al Museo del Centro Tematico Monti della Riva: l'omaggio al sergente Harrison Coleman, scomparso nei mesi scorsi, che si spese in prima persona per fare nascere questo museo, inaugurato nel giugno 2015 a compimento di un progetto partito nel 2002. E l’attaccamento degli americani al centro è stato testimoniato anche dalla donazione di una splendida uniforme d'epoca da parte della famiglia di un altro soldato. «Una giornata splendida - ha sottolineato Massimo Turchi, tra i curatori del museo – che ha fatto crescere ancora il nostro progetto per la memoria». «A cui gli americani – ha aggiunto il sindaco Stefano Muzzarelli – confermano di essere attaccatissimi, tanto da sentirsi ormai a casa loro qui». (d.m.)
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