Finale. Il sindaco: «Scuola con il cemento depotenziato in sicurezza o io non la faccio aprire»
Palazzi: «I dati confermano l’antisismicità, ma serve tempo prima di accogliere gli studenti Le medie Frassoni dovevano essere una struttura strategica, ce la devono consegnare tale e quale»
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FINALE. Il calcestruzzo utilizzato per le fondazioni della nuova scuola media Frassoni è depotenziato. Lo ha confermato anche il sindaco di Finale, Sandro Palazzi, dopo le indiscrezioni pubblicate dalla Gazzetta. La classe di resistenza è compresa tra 20 e 25 quando invece il progetto prevedeva un parametro tra 25 e 30. Ma si registra pure un carotaggio da 15 anche se “mi hanno spiegato - dice il primo cittadino - che è possibile avere un dato del genere se nei pressi del prelievo c’è del ferro. Non sono però un tecnico...”.
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Ma al di là dei numeri, l’incidente probatorio e la relazione del perito nominato dal giudice Eleonora Pirillo sentenzia che il calcestruzzo è compatibile per una struttura antisismica. Ciò non significa che la scuola riaprirà a settembre: ci sono troppi passaggi tecnici ancora da compiere. In primis è necessario aspettare il responso - atteso per fine estate - dell’accertamento temporaneo preventivo, richiesto al giudice civile da A&C, l’impresa che ha realizzato le scuole. Quel parere, che fonderà le basi sui dati dell’incidente probatorio, decreterà se la scuola è già sicura oppure se necessiterà di interventi di consolidamento. «Le prime analisi - dice Palazzi - mi rendono soddisfatto. Le medie, intanto, non dovranno essere demolite, ma sarà necessario un ricalcolo strutturale da parte dei professionisti per verificare se la classe di sicurezza è la stessa del progetto nonostante l’impiego di calcestruzzo di qualità inferiore. Non possiamo fare delle previsioni, ma mi prendo un impegno: le Frassoni dovevano essere il centro operativo in caso di calamità naturale e quindi sono state progettate per avere il massimo della sicurezza possibile. Se così non dovesse essere io quelle scuole non le apro, sia chiaro. E lo farò soltanto quando le riconsegneranno ai finalesi con la certezza assoluta della sicurezza antisismica».
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Chi pagherà - ci si chiede - l’eventuale intervento di adeguamento? A&C, indirettamente, si è resa disponibile ad intervenire, altrimenti non avrebbe portato il caso davanti ad un giudice civile. Non ci sono stati ancora contatti con il Comune in attesa della sentenza di fine settembre, ma Finale e la Regione hanno minacciato di rescindere il contratto per “mancanza di fiducia”, un po’ quello che era successo con la Pi.Ca Costruzioni finita sotto indagine per le scuole di Galliera. Per quel modo di lavorare aveva perso l’appalto per la scuola di musica di Mirandola e la caserma a Sant’Agostino.
Con A&C non si vuole arrivare a tal punto e così si aspetterà l’autunno per capire. Solo dopo la perizia tecnica saranno fatte ulteriori valutazioni, chiedendo all’ingegnere collaudatore - il collaudo è stato sospeso su disposizione della Procura di Modena - di esprimersi sui nuovi dati. Un ricalcolo strutturale sarà comunque necessario e Palazzi si augura possa garantire una classe di sicurezza comunque di assoluto livello. Ciò permetterebbe la riapertura della scuola a settembre 2018.
«Finalmente si parla della situazione delle Frassoni senza i toni allarmistici che hanno influenzato le elezioni un anno fa - dice Pier Paolo Salino, consigliere della civica - Ora è fondamentale che se l’esito della procedura di verifica certificherà l’agibilità del edificio, l'Amministrazione si attivi per aprire la scuola il prima possibile visto il già sicuro sovraffollamento delle classi per il prossimo anno scolastico».
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