Cade alla Festa dell’Unità di Modena: Pd condannato
A Ponte Alto donna nella folla si fratturò una gamba in una canalina, il giudice civile: «Il partito risarcisca 62mila euro»
MODENA. Il Pd è stato condannato dal Tribunale Civile di Modena a risarcire una modenese inciampata in una canalina al lato del passaggio pedonale dentro l’area di Ponte Alto dove si stava svolgendo la Festa Democratica (ex Festa Unità). La donna si è procurata gravi lesioni costate interventi e una lunga riabilitazione per l’incuria degli organizzatori. La vittima non aveva la possibilità di vedere il buco perché era in mezzo alla folla. Ora il segretario comunale Lucia Bursi, come rappresentante del partito, e l’Immobiliare Ponte Alto dovranno pagare alla vittima della caduta una somma di 62mila euro per i danni subiti.
La drammatica caduta è avvenuta verso la mezzanotte tra venerdì 3 e sabato 4 settembre 2010. È una sera di fine estate con una grande folla, vip della politica, concerti, spettacoli e soprattutto tanti ristoranti aperti. Tra la folla si trova anche una modenese 61enne con alcuni amici. Vanno a mangiare in uno stand, fanno un giro, quattro risate e tante chiacchiere, poi si fa tardi e decidono di andare verso casa. L’auto è al parcheggio Anesino. Il gruppetto di amici si incammina tra la folla. Arriva all’altezza dello stand della pizzeria Mirage e nella calca la donna non riesce più a vedere dove cammina. Per questo motivo, come sosterrà davanti al giudice, ha infilato il piede sinistro in una canalina di scolo laterale. Il piede si incastra. La donna cerca di divincolarsi ma si gira male, perde l’equilibrio, la caviglia si torce e cade fratturando la gamba in più punti. Arriva l’ambulanza. La portano al pronto soccorso e poi in sala operatoria. La diagnosi è pesante: frattura del collo dell’omero, frattura del pilone tibiale e del perone sinistro. Tante cure, tanta riabilitazione e anche attrezzatura da deambulazione perché la vittima della caduta vive da sola.
Dalle parcelle che presenterà al giudice, la spesa arriva a 76mila euro. Cerca una accordo col Pd ma non lo trova e allora si rivolge all’avvocato e avvia un’azione civile di risarcimento.
Il Pd non ci sta e scrive al giudice Manuela Cortelloni che non solo la modenese non ha dimostrato che ci sia un rapporto causa-effetto tra la sua caduta e l’incuria del punto dentro l’area della Festa del Pd ma le sue pretese di risarcimento sono eccessive e immotivate. La vittima, tramite l’avvocato, quantifica il danno totale in 94mila euro.
Richiamandosi al citatissimo articolo 2051 del Codice Civile («Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito»), il giudice chiarisce che sicuramente il Partito Democratico (che disponeva dell’area) e l’Immobiliare Ponte Alto (proprietaria) erano custodi del terreno sul quale è avvenuta la caduta. Il giudice ritiene che «è provato il nesso di causalità tra la cosa e la caduta» e lo conferano anche i testimoni che ricordano la forma lunga della canalina e soprattutto la folla talmente fitta che impediva di guardare attorno e per terra. «Pertanto - scrive il giudice - si deve concludere che la presenza dell’irregolarità nella pavimentazione lungo il percorso adibito al passaggio pedonale in quell’occasiona abbia certamente causato la caduta». Qui è escluso un caso fortuito, sottolinea il giudice: è un evento che poteva essere previsto da chi aveva in carico il terreno: la proprietà e chi lo usava. Pd e immobiliare risarciranno 62mila euro.
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