Gazzetta di Modena

Modena

SICUREZZA in città 

Controllo di vicinato Nasce il primo gruppo

Controllo di vicinato Nasce il primo gruppo

Il modello è quello già attivo in altre parti del Modenese, per raggiungerlo serve collaborazione, condivisione, collegamenti diretti con la polizia municipale. Parliamo dei “Controlli di vicinato”...

2 MINUTI DI LETTURA





Il modello è quello già attivo in altre parti del Modenese, per raggiungerlo serve collaborazione, condivisione, collegamenti diretti con la polizia municipale. Parliamo dei “Controlli di vicinato” che l'altra sera nei locali della parrocchia di Braida hanno visto una quarantina di persone riunite per far nascere il primo gruppo sperimentale a Sassuolo. Il preambolo a Gian Luca Albertazzi, del gabinetto del presidente della Regione, area “polizie locali”. Albertazzi ha spiegato a cosa si deve mirare, sia con l'ausilio di mezzi moderni (gruppo Whatsapp) sia antichi (parlarsi tra vicini di casa, come una volta). Ha illustrato, con una sequela di immagini e filmati, a cosa si deve mirare realmente, il tutto con un regolare collegamento con la polizia locale, che dovrà avere un ruolo determinante. Certo, l'obiettivo, come sembra stia avvenendo a Carpi da qualche anno, è “solo” far calare i furti, meno il malaffare (degrado, spaccio) ma non si può arrivare a tutto e subito. Presenti i vigili di quartiere e la comandante Rossana Prandi, oltre al vice sindaco Mimma Savigni, che ha voluto tenere a battesimo questo nuovo modo di “partecipazione attiva”.

Gli intervenuti, alcuni dei quali fanno già qualcosa di simile per difendersi, sono stati determinati nel chiedere “veramente” la presenza del vigile di quartiere visto che fino ad ora non si sono mai visti, se non per segnalazioni specifiche.

«Una delle cose che non ci spieghiamo – ha detto uno degli intervenuti – è come mai quando anche gli agenti della polizia municipale o delle altre forze dell'ordine arrestano qualcuno, il giudice lo mette fuori nelle ore successive. Per noi vittime dei furti, ma anche per gli uomini delle forze dell'ordine, è quantomeno frustante». Alla fine del dibattito sono stati distribuiti dei questionari per diventare “coordinatore” di vicinato, colui, o coloro, che dovranno fare da tramite tra i segnalatori e le forze della polizia locale.

«Crediamo che il primo passo sia stato fatto – ha detto la comandante Prandi a commento della serata – e che ci siano le condizioni per andare entro poche settimane alla ufficializzazione di un gruppo, formarlo insieme a noi e poi avviare la sperimentazione. In autunno abbiamo intenzione di radunare altri gruppi di cittadini in altri quartieri della città ed arrivare alla copertura del territorio. Da parte nostra, oltre a quattro agenti, ci sarà anche un ispettore a coordinare il tutto ed io stessa sarò sempre a disposizione dei cittadini segnalanti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google