Poliziotto salva donna e si ferisce
di Alfonso Scibona
L’ha bloccata mentre era sulla barriera del ponte di Veggia ma si è fratturato una costola
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Ancora un tentativo gesto estremo, per fortuna non portato a termine. È successo l'altra mattina sul ponte che collega Sassuolo con Veggia di Casalgrande e un poliziotto ha salvato chi voleva togliersi la vita. Con l’agente che nel bloccaggio ha poi riportato la frattura di una costola.
Una persona ha notato che a ridosso della barriera in ferro che delimita la strada che porta in territorio reggiano, sostava una donna con fare equivoco, sia per l'orario sia per alcune situazioni oggettive che hanno fatto scattare una telefonata al 113. Dal commissariato è subito partita l'auto di servizio con una pattuglia che è arrivata sul posto. Uno dei due agenti è riuscito ad afferrare la donna a forza, mentre era già con un piede sulla barriera e l'ha trascinata giù. Subito dopo è stata chiamata una unità del 118 che ha trasferito la donna, italiana di 65 anni, al pronto soccorso dell'ospedale nuovo di via Ruini. In un secondo momento è stato appurato che l'aspirante suicida è persona conosciuta in campo sanitario ed è seguita dal Centro di salute mentale per problemi che l'affliggono da parecchio tempo.
Questo tipo di decisioni estreme, nella nostra città, si sono moltiplicate nelle ultime settimane e, pur con il riserbo con il quale vengono trattate dal nostro giornale, hanno fatto il giro tra migliaia di persone che ne hanno scritto sui social o ne hanno ampiamente discusso. Anche dal punto di vista dei commenti non c'è uniformità nelle giustificazioni, visto che si tratta di persone di età differenti, situazioni familiari differenti, così come sono differenti anche le condizioni nelle quali vivono i soggetti che in un momento di defaillance, pensano che farla finita sia l'unica soluzione a problemi più grandi di loro. Nel trambusto del salvataggio, come detto andato a buon fine, l'agente che ha afferrato la donna ha riportato anche la frattura di una costola ed è stato necessario per lui il ricorso al pronto soccorso del nosocomio cittadino.
Una persona ha notato che a ridosso della barriera in ferro che delimita la strada che porta in territorio reggiano, sostava una donna con fare equivoco, sia per l'orario sia per alcune situazioni oggettive che hanno fatto scattare una telefonata al 113. Dal commissariato è subito partita l'auto di servizio con una pattuglia che è arrivata sul posto. Uno dei due agenti è riuscito ad afferrare la donna a forza, mentre era già con un piede sulla barriera e l'ha trascinata giù. Subito dopo è stata chiamata una unità del 118 che ha trasferito la donna, italiana di 65 anni, al pronto soccorso dell'ospedale nuovo di via Ruini. In un secondo momento è stato appurato che l'aspirante suicida è persona conosciuta in campo sanitario ed è seguita dal Centro di salute mentale per problemi che l'affliggono da parecchio tempo.
Questo tipo di decisioni estreme, nella nostra città, si sono moltiplicate nelle ultime settimane e, pur con il riserbo con il quale vengono trattate dal nostro giornale, hanno fatto il giro tra migliaia di persone che ne hanno scritto sui social o ne hanno ampiamente discusso. Anche dal punto di vista dei commenti non c'è uniformità nelle giustificazioni, visto che si tratta di persone di età differenti, situazioni familiari differenti, così come sono differenti anche le condizioni nelle quali vivono i soggetti che in un momento di defaillance, pensano che farla finita sia l'unica soluzione a problemi più grandi di loro. Nel trambusto del salvataggio, come detto andato a buon fine, l'agente che ha afferrato la donna ha riportato anche la frattura di una costola ed è stato necessario per lui il ricorso al pronto soccorso del nosocomio cittadino.
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