Sfida del bensone: quello da podio è di San Cesario
di Serena Arbizzi
A Maranello gara all’ultima fetta del dolce tipico Quaranta i campioni arrivati da tutta Modena
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Una disfida avvincente con un prodotto, come protagonista, ritenuto dall’immaginario collettivo tipicamente romagnolo ma che, in realtà, tocca picchi di eccellenza tra Modena, Reggio e Mantova.
Il bensone può assumere diversi nomi a seconda del territorio in cui viene realizzato e può essere connotato da più variazioni nella gamma delle tonalità di giallo a seconda degli ingredienti utilizzati. Può, inoltre, avere caratteristiche olfattive molto differenti, così come il gusto, che può cambiare a seconda della preparazione.
Tutti questi aspetti sono stati tenuti in considerazione da parte della giuria composta da sei persone comune che per una sera si sono trasformate in assaggiatori, durante la “Disfida del bensone”, in Sala Scaramelli a Maranello. Il concorso è stato organizzato da “Maranello Tipico”, comitato comunale che valorizza i prodotti del territorio, e da “Il Matraccio”. La disfida ha visto trionfare: al primo posto Leonardo Testi di San Cesario, al secondo Barbara Monti di Castelfranco, al terzo Rita Nobili, sempre di Castelfranco. Riconoscimento speciale anche per una maranellese che si è distinto nella gara all’ultima fetta: Mara Fili. Ai vincitori è stat consegnata una targa .
«Abbiamo deciso di organizzare questa competizione - argomenta Ivano Biolchini di “Maranello Tipico” - per dare visibilità a un prodotto diffuso anche sul nostro territorio. Si tratta di un dolce molto amato: una volta era faceva la parte del leone durante la colazione. Ma è l’ideale anche intinto nel Trebbiano o nel vino bianco, dolce o nel lambrusco di Castelvetro. Non ci aspettavamo che sarebbero arrivati così tanti campioni: una quarantina. Se si considera che sono arrivati 29 campioni di zuppa inglese durante uno degli ultimi concorsi incentrati sulle tipicità che abbiamo indetto, siamo più che soddisfatti. Per valutare il migliore fra i prodotti che sono pervenuti è stata fatta una media che ha tenuto in considerazione più fattori. Tra questi, l’aspetto: la colorazione più gialla o meno gialla. Il bensone deve presentare un colore vivo, altrimenti significa che non sono stati usati buoni ingredienti. Dall’esame olfattivo si deve mantenere il profumo. Si deve considerare la qualità, poi, anche dal punto di vista gustativo. Tali caratteristiche sono state esaminate da una giuria composta da persone comuni, dal momento che non esiste la figura dell’assaggiatore di bensone. Sei volenterosi, quindi, si sono cimentati nell’assaggio di questo prodotto, decretandone il vincitore, che sarà premiato sabato» conclude Biolchini.
L’incoronazione ufficiale dei tre migliori bensoni avverrà sabato nel corso di Nocinopoli, manifestazione che si terrà nel corso del fine settimana in piazza Matteotti. «In quest’angolo di centro storico abbiamo ritagliato un salotto del gusto - spiega Massimo Guidetti de Il Matraccio -. Così daremo attenzione a un prodotto, il bensone, che aiuta a custodire la tradizione e la bontà del “fatto in casa”. Una consuetudine fondamentale, un ponte tra generazioni. Un’attitudine che riteniamo sia d’importanza vitale nel contesto in cui operiamo: viviamo in una terra che presenta un trionfo di eccellenze. Giusto farle conoscere, saperle assaggiare, ma anche saperle fare».
Il bensone può assumere diversi nomi a seconda del territorio in cui viene realizzato e può essere connotato da più variazioni nella gamma delle tonalità di giallo a seconda degli ingredienti utilizzati. Può, inoltre, avere caratteristiche olfattive molto differenti, così come il gusto, che può cambiare a seconda della preparazione.
Tutti questi aspetti sono stati tenuti in considerazione da parte della giuria composta da sei persone comune che per una sera si sono trasformate in assaggiatori, durante la “Disfida del bensone”, in Sala Scaramelli a Maranello. Il concorso è stato organizzato da “Maranello Tipico”, comitato comunale che valorizza i prodotti del territorio, e da “Il Matraccio”. La disfida ha visto trionfare: al primo posto Leonardo Testi di San Cesario, al secondo Barbara Monti di Castelfranco, al terzo Rita Nobili, sempre di Castelfranco. Riconoscimento speciale anche per una maranellese che si è distinto nella gara all’ultima fetta: Mara Fili. Ai vincitori è stat consegnata una targa .
«Abbiamo deciso di organizzare questa competizione - argomenta Ivano Biolchini di “Maranello Tipico” - per dare visibilità a un prodotto diffuso anche sul nostro territorio. Si tratta di un dolce molto amato: una volta era faceva la parte del leone durante la colazione. Ma è l’ideale anche intinto nel Trebbiano o nel vino bianco, dolce o nel lambrusco di Castelvetro. Non ci aspettavamo che sarebbero arrivati così tanti campioni: una quarantina. Se si considera che sono arrivati 29 campioni di zuppa inglese durante uno degli ultimi concorsi incentrati sulle tipicità che abbiamo indetto, siamo più che soddisfatti. Per valutare il migliore fra i prodotti che sono pervenuti è stata fatta una media che ha tenuto in considerazione più fattori. Tra questi, l’aspetto: la colorazione più gialla o meno gialla. Il bensone deve presentare un colore vivo, altrimenti significa che non sono stati usati buoni ingredienti. Dall’esame olfattivo si deve mantenere il profumo. Si deve considerare la qualità, poi, anche dal punto di vista gustativo. Tali caratteristiche sono state esaminate da una giuria composta da persone comuni, dal momento che non esiste la figura dell’assaggiatore di bensone. Sei volenterosi, quindi, si sono cimentati nell’assaggio di questo prodotto, decretandone il vincitore, che sarà premiato sabato» conclude Biolchini.
L’incoronazione ufficiale dei tre migliori bensoni avverrà sabato nel corso di Nocinopoli, manifestazione che si terrà nel corso del fine settimana in piazza Matteotti. «In quest’angolo di centro storico abbiamo ritagliato un salotto del gusto - spiega Massimo Guidetti de Il Matraccio -. Così daremo attenzione a un prodotto, il bensone, che aiuta a custodire la tradizione e la bontà del “fatto in casa”. Una consuetudine fondamentale, un ponte tra generazioni. Un’attitudine che riteniamo sia d’importanza vitale nel contesto in cui operiamo: viviamo in una terra che presenta un trionfo di eccellenze. Giusto farle conoscere, saperle assaggiare, ma anche saperle fare».
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