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Caselli, la politica, la Lega e quel fascino grillino 

di Andrea Gilioli
Caselli, la politica, la Lega e quel fascino grillino 

L’ex sindaco: «Ricandidarmi? Si vedrà, ma nel 2019 penso non ci sarà Pistoni Se ricompattiamo il centrodestra si può vincere, ma sono favoriti i 5 Stelle»

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«Voglio dedicarmi a lavoro e famiglia, ma non mi disimpegno dalla politica e nel 2019 si vedrà. Se dovessi tornare in via Fenuzzi rifarei le stesse scelte su Sgp, a partire dalla riduzione dei trasferimenti dal Comune»: tocca tanti temi l’ex sindaco Luca Caselli, interrogato sul futuro politico suo e del centrodestra dopo il voto del weekend scorso. Anche se a Sassuolo non si è votato, infatti, il buon risultato del centrodestra a guida Lega Nord, il calo del Pd e il flop dei grillini sono al centro del dibattito, specie in vista delle politiche e delle, ormai non più lontanissime, amministrative. Tra i democratici spicca il commento di Gino Venturelli, renziano più volte in polemica con la Giunta, che invita Renzi a prendere esempio da Macron e ad allontanarsi dalla sinistra radicale, mentre i grillini non commentano il dato, non essendo sassolese. A tutto campo invece il commento dell’ex sindaco Caselli, oggi forse il solo in grado di riunire le anime della destra cittadina, nella speranza di replicare l’impresa del 2009.

Cosa emerge dal voto?

«Direi poco perché l’affluenza è stata bassa e non hanno votato le grandi città, pertanto ridimensiono sia il successo del centrodestra sia il flop dei grillini».

Se il quadro politico restasse invariato cosa si aspetta nel 2019 a Sassuolo?

«Il centrosinistra è favorito dal territorio, ma molto dipenderà dal nome, dato che non credo Pistoni si ricandidi sia perché fare il sindaco è molto provante sia perché c’è insoddisfazione in maggioranza. Sicuramente pagherà il non aver governato la città, la giunta sta tirando a campare. Il M5S ha buone possibilità di vincere, ma serve un candidato autorevole, in grado di unire la società civile, se no finirà come nel 2014».

Un po’ le piacerebbe essere lei il candidato grillino?

«Non ho mai nascosto simpatie per alcune istanze dei 5 Stelle e stimo molto i consiglieri, con cui c’è un ottimo rapporto e anche diverse convergenze politiche, ma la mia storia è molto diversa. Non posso e non voglio far parte del Movimento».

Il centrodestra come tenterà di bissare il risultato del 2009?

«Le anime della destra sassolese, dopo la sconfitta, sono divise, anche per motivi personali. Per vincere servirà riunirle. Io adesso devo pensare a lavoro e famiglia, che ho trascurato da sindaco, ma non mi disinteresserò alla città e quindi vedremo. Una coalizione, sic stantibus rebus, dovrebbe essere a guida Lega Nord, perché è il partito che sta andando meglio».

Il leghista Menani ha detto che state già parlando ma ha messo il veto su alcuni nomi: sarà un’alleanza monopolizzata dal Carroccio?

«Io dico no ai paletti e alle chiusure a prescindere. Come nel 2009 serve un lavoro intenso per unire, ognuno dice la propria e alla fine si deciderà insieme. Divisi si perde e perciò sarà necessario recuperare le diverse anime, anche chi nel tempo si è staccato».

Su cosa punterebbe la sua campagna elettorale?

«Riqualificazione urbana, e cioè manutenzioni e decoro della città; sicurezza, con più controlli della municipale e incarichi anche di polizia giudiziaria ai vigili; trasparenza amministrativa e dialogo, disponibilità e apertura coi cittadini, dato che con Pistoni tutto il lavoro che ho fatto in questo senso è andato perso. Poi, ovviamente, interventi su debito e costi di Sgp».

Quindi rifarebbe la delibera 308 del 2010, con cui tolse fondi alla società, scelta che, secondo alcuni, fu una delle cause della crisi di liquidità del 2013?

«Sì, anche perché la situazione non è affatto risolta. Nel bilancio 2016 ci sono 9 milioni di debiti nuovi con le banche e in consiglio il Pd ha parlato della Srl come di una società senza scopo di lucro. Evidentemente non è chiara la vicenda e non è chiaro che si deve intervenire per ridurre i costi e il debito. Non si può solo procrastinare il problema perché Sgp è come un mostro e dandogli “da mangiare” si rafforzerà e tornerà più pericolosa di prima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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