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«Così possiamo salvare il Punto nascite» 

«Così possiamo salvare il Punto nascite» 

Paola Pasquali, consigliere a Fanano: «C’è una deroga per i territori difficili, come per Barga»

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PAVULLO. «Le possibilità normative per tenere aperto il punto nascite di Pavullo, anche al di sotto dei 500 parti annui, ci sono. È solo una questione di volontà politica sfruttarle o meno».

Ne è convintissima la capogruppo di opposizione a Fanano Paola Pasquali, che ha appena presentato una doppia mozione per chiedere sia al presidente dell’Unione che al sindaco di Fanano di attivarsi nei rispettivi ambiti per dare al punto nascite il futuro possibile. Nel documento, molto articolato, la Pasquali ricorda che se è vero che l’accordo Stato-enti locali del 16/12/2010 sanciva la chiusura dei punti nascite sotto ai 500 parti, il DM 11/11/2015 è tornato su quella posizione consentendo in deroga «di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori a 500 parti annui e in condizioni orografiche difficili».

Ovviamente previa valutazione del Comitato Punto Nascite Nazionale. E questa potrebbe essere un’occasione anche per rivedere gli sviluppi del Pal 2011, sottoscritto da tutti i sindaci del Frignano, che ha classificato Pavullo quale “ospedale di prossimità”.

«Le tristi conseguenze di questo sono sotto gli occhi di tutti - nota la Pasquali - abbiamo infatti assistito ad un progressivo smantellamento di vari reparti iniziato con una serie di tagli: la Geriatria è stata trasformata in lungodegenza, sono stati ridotti i letti alla Chirurgia e ora, dopo le prime avvisaglie sul reparto di Ostetricia, chiudono il punto nascite». E ciò nonostante l’allora presidente della Provincia Emilio Sabattini avesse assicurato che «proprio per la specificità legata al territorio della montagna, l’ospedale vede salvo il proprio punto nascite, altrimenti condannato dalle indicazioni nazionali alla chiusura».

«Tale rassicurazione rilasciata sei anni orsono è stata vergognosamente disattesa» attacca la Pasquali, che chiede quindi una netta inversione di tendenza ora, che riqualifichi l’ospedale e che intanto sul punto nascite faccia leva sulle possibilità aperte dal DM 11/11/2015, visto che in base a condizioni orografiche difficili è già stato salvato il punto nascite di Barga, in Toscana. Di qui la richiesta di battersi per questa deroga, e di disporre al contempo tutti i servizi necessari perché il punto nascite di Pavullo possa essere considerato in sicurezza, come lo si pensava fino adesso. E se non lo è, di individuare le responsabilità per il mancato rispetto degli standard. (dm)

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