Smeraldi: «Pelloni sindaco? Non è in grado di farlo»
di Marco Pederzoli
Vignola. L’ex primo cittadino affonda il colpo: «I nostri programmi simili? Balle Come la bufala del campo profughi al Bettolino. Il Pd invece è addormentato»
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VIGNOLA. A otto giorni dal ballottaggio, si scalda la campagna elettorale a Vignola, con il “terzo incomodo”, l’ex sindaco Mauro Smeraldi, che tira una pugnalata al candidato a sindaco di centrodestra Simone Pelloni e dà invece solo un buffetto alla candidata di centrosinistra Paola Covili, facendo quindi più o meno esplicitamente capire da che parte penderà l’elettorato della sua lista. Rimane ancora escluso un apparentamento ufficiale col Pd, ma Smeraldi è stato chiaro: «Sicuramente io e il gruppo dirigente di Vignola Cambia non voteremo per la Lega Nord. Ciò non vuol dire, automaticamente, che il nostro voto andrà alla Covili». Poi, Smeraldi affonda: «Ciò che sta dicendo Pelloni in questi giorni è infondato. Dire che i nostri programmi sono simili a parte il progetto Coop è una balla. Il nuovo Statuto, ad esempio, Pelloni lo ha subìto e lo ha votato “obtorto collo”, perché mi ero imposto. Tanto che è stato un elemento che acuì le tensioni all’interno della maggioranza. Le informazioni che dà sui tributi sono imprecise. Per il bilancio, gli avevo chiesto di mettere in piedi un bilancio partecipato, ma non lo ha mai fatto. Allo sport è riuscito a fare confusione nei rapporti tra le varie società sportive e ha pasticciato anche sul progetto di recupero dell’area dei campeggiatori al centro nuoto. Sull’edilizia privata ha passato il tempo a chiedere dati ai tecnici comunali e a controllarli al lavoro. Anche la questione del paventato campo profughi al Bettolino è una balla enorme. Tutto questo per dire che secondo me Simone Pelloni non è in grado di fare il sindaco. Il Pd, invece, ha perso il contatto coi cittadini e brilla per essere addormentato. Ha perso 2500 voti ed è convinto di avere ottenuto un buon risultato». Dall’altra parte, Pelloni rende pan per focaccia: «Purtroppo Smeraldi aveva la mente così offuscata dall’affare della Coop che non sapeva nemmeno cosa stessero facendo i suoi assessori. Quando andavo a raccontargli cosa facevo, mi chiedeva senza ascoltarmi: sulla Coop cosa voti?». Pelloni entra poi nel dettaglio e replica: «Lo Statuto non lo ho affatto votato obtorto collo. L’unica condizione che provammo a porre a Smeraldi fu quella di fare il referendum sulla Coop, in ragione del nuovo Statuto. Ma secondo lui non c’erano i tempi tecnici. Sul bilancio partecipato, ho incontrato associazioni di categoria e sindacati sia prima sia dopo le approvazioni del bilancio. Tra le associazioni sportive, ho fatto talmente tanta confusione che è nata la società sportiva Terre di Castelli, che raggruppa in un’unica società le realtà giovanili non solo di Vignola, ma anche di Marano e Spilamberto. Quanto all’edilizia privata, esercitavo il controllo di gestione, come previsto dal Testo Unico degli enti locali e come avrebbe dovuto fare anche Smeraldi. Sul paventato campo profughi al Bettolino, mi piacerebbe essere smentito dalla Prefettura, ma mi risulta ancora una extrema ratio. Per i campeggiatori, sono stato l’unico ad ascoltare la loro associazione e l’area attrezzata è uno degli impegni per i miei primi 100 giorni». Per quanto riguarda le critiche di Smeraldi al Pd, la Covili non coglie la provocazione e afferma: «Con Smeraldi come con coloro che si riconoscono nei valori del centrosinistra, il dialogo rimane aperto sulla base dei nostri punti programmatici».
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