Gazzetta di Modena

Modena

Valanga di fango: Monfestino rischia di restare isolata 

di Daniele Montanari
Valanga di fango: Monfestino rischia di restare isolata 

Serra. Il maltempo ha causato una colata di 50 metri di terra Colpita una casa e l’unica strada che collega la frazione

2 MINUTI DI LETTURA





SERRAMAZZONI. Strada allagata e una colata di terra e fango di 50 metri in giardino che ha persino spostato gli alberi. Bruttissima sorpresa giovedì mattina per la famiglia di Genoveffa Venturelli, che abita lungo la strada comunale per Monfestino (Serra) su un versante scosceso subito ai lati della carreggiata, pochi metri dopo il curvone dell’oratorio di Monte Ravaglia. La nottata di temporali ha lasciato in eredità un quadro choc: «Sono uscito alle 4.30 per andare a lavorare – racconta il figlio Giuliano Zanichelli – e ho visto acqua ovunque: “Veh mo’ che è arrivato il mare a Monfestino”, mi son detto, per non prenderla in disperazione». Tutto dovuto all’impossibilità di far defluire attraverso i canali di scolo a lato strada una vera bomba d’acqua. Ma è stato con il chiarore che la madre si è accorta che era successo molto di più: l’acqua aveva smosso il terreno sotto la strada (che già presentava ampie crepe per un dissesto in corso) a tal punto da sfilare sotto tutta la base d’appoggio dei piloni del guardrail posto sul lato destro su un versante a forte pendenza. Acciaio a penzoloni per 15 metri e, sotto, le piante spostate e la colata di fango. I residenti sono andati subito in Comune a dare l’allarme, che ha portato sul posto polizia municipale e operai per il transennamento. «Ma adesso – sottolinea la Venturelli – temiamo che se arriva dell’altra acqua la strada vada giù del tutto. È l’unico collegamento con Serra: noi e tutti quelli di Monfestino rimarremmo isolati. E poi vogliamo i danni per quello che è successo nel nostro cortile».

Il Comune ha già chiesto un intervento di somma urgenza al Servizio tecnico di bacino della Regione, responsabile per fenomeni di dissesto: «Serviranno lavori di consolidamento importanti per risolvere la situazione – spiega il vicesindaco Simone Gianaroli – contiamo in una risposta rapida dopo i sopralluoghi tecnici». Il problema idraulico in quella zona è però complesso: non è infatti tanto una questione di intoppo fognario (tubi solo parzialmente ostruiti) ma di accumulo di flusso legato all’ex deposito dell’Acquedotto Dragone (sul monte sovrastante), che giovedì notte si è riempito troppo, e a ben tre sorgenti sotterranee ravvicinate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google