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PARLIAMOCI La voglia che avevi in più

Enrico Grazioli
Vasco Rossi: per Modena Park tanta attesa ma anche tanti timori
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Vasco Rossi: per Modena Park tanta attesa ma anche tanti timori

L’ultima volta che Modena finì sotto stress nel far fronte a un afflusso di massa legato a un evento fu in occasione dei funerali di Luciano Pavarotti. Il che ci dice, intanto, che sono passati 10...

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L’ultima volta che Modena finì sotto stress nel far fronte a un afflusso di massa legato a un evento fu in occasione dei funerali di Luciano Pavarotti. Il che ci dice, intanto, che sono passati 10 anni senza più un’occasione che nel bene o nel male coinvolgesse e insieme mettesse alla prova la città, la galvanizzasse o la stordisse. E quella, comunque, era un’occasione triste, di cordoglio e commozione collettiva, il silenzio e la compostezza a far da padroni: mentre il concerto monstre di Vasco Rossi al parco Ferrari nasce come festa, un kolossal rumoroso per definizione e ispirato, innervato, dal senso di spensieratezza, border line rispetto alle regole, che il guru di Zocca con semplicità un po’ rock e molto pop canta, impersona e predica da 40 anni: liberi, liberi, siamo liberi...

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Ma da che cosa? E soprattutto: di fare che cosa? Di trovare in primo luogo e presto un punto di equilibrio tra euforia e isteria, tra panico e faciloneria. Sì, sarà un’impresa travasare in una città un’altrettanta città in condizioni di sufficiente sicurezza e compatibilità: ma il disfattismo capzioso e allo stesso modo il sottovalutare le esigenze di chi non può elidersi dalla città in cui vive per un concerto, portano per strade contrapposte a un identico risultato, deludente.

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Come conciliare le diverse fibrillazioni emotive che si sovrappongono in questi giorni? Evitando che confliggano a ogni piè sospinto, a ogni restrizione imposta, a ogni controllo eseguito, nella speranza che le precauzioni sappiano attestarsi al confine della responsabilità senza rischiare la paranoia. Ed evitando di tifare, almeno questa volta, di gufare o esultare anzitempo, pro o contro qualcuno o qualcosa. Ne va comunque di Modena, se tutto andrà al meglio: per chi vuole vivere il più gigantesco concerto della storia come per chi vuole sopravvivergli per due o tre giorni. Perché poi non ci si trovi (andasse storto qualcosa, fosse un flop) a chiedersi, proprio come in quella canzone: “che cos'è che ora non c'è più? Cosa diventò, cosa diventò quella voglia, che avevi in più”. E che prima di ModenaPark, a volte, sembrava non esserci più. Vero, Modena?
 

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