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Raffica di tre in pagella: «Così bocciano i dislessici» 

Raffica di tre in pagella: «Così bocciano i dislessici» 

Madre di studente del primo anno del Venturi: «Mio figlio è un Dsa accertato ed è iperattivo. Lo consideravano come gli altri. Interrogato, gli davano uno»

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«Mio figlio è stato bocciato con molti tre in pagella. Durante l’anno, dopo essere stato interrogato ed aver preso più volte degli uno. Come si fa a dare uno a uno studente delle superiori? Lo hanno fatto con mio figlio che è dislessico e Dsa conclamato. La verità è che lo hanno lasciato solo e messo alla pari con tutti gli altri ragazzi della classe per ottenere questo risultato. Non poteva che andare così. Ho tanta amarezza ma ci riproveremo: mio figlio ripeterà l’anno perché vuole fare questa scuola».

Parla Graziella, madre di un ragazzo che si chiama Andrea e che ha frequentato il primo anno del liceo artistico Venturi. «Non ho nulla da nascondere su mio figlio - spiega la madre - anzi è importante che si sappia cosa succede. Mio figlio soffre dei cosiddetti “disturbi specifici di apprendimenti”, è un Dsa. Ed è stato diagnosticato e riconosciuto dall’Ausl. Come lui nelle scuole di Modena altri studenti e altri genitori vivono il nostro stesso dramma». Andrea ha frequentato il primo anno delle superiori in una condizione per lui nuova, spiega la madre. Prima veniva seguito da un’associazione e da persone esperte. Soffre di dislessia che, quando arriva a una forma acuta, lo porta a non poter concentrarsi e a diventare insofferente alla presenza di chi gli sta intorno. «Per questo si agita, si sposta, parla quando non deve, si alza, si siede in modo strano. È iperattivo. È chiaro che dà fastidio alla classe», spiega Graziella.

Per lui la prima superiore ha voluto dire l’opportunità di trovare una strada per un lavoro che gli piaccia, lo appassioni e che gli permetta di superare il suo problema. Ma di fatto ha significato anche entrare in una classe dove nessun altro aveva il Dsa diagnosticato. «È successo che alcuni insegnanti lo hanno preso male. Nonostante le sue condizioni, è stato interrogato ad esempio in chimica prendendo più volte uno. È un voto pazzesco. Dovrebbe segnalare un problema. Invece è finito che in pagella con un tre per quella e per alcune altre materie».

Andrea ha un gemello che frequenta un altro istituto, anche lui è stato bocciato ma con un atteggiamento dei professori diverso. «Hanno problemi seri ma non mi spavento - spiega la madre - essere bocciati in queste condizioni di studio non è così importante: nessuno riuscirebbe a passare l’anno. Ho provato a parlarne con un’insegnante. Mi è stato risposto: “Sembra un bambino. Non fa quello che gli si dice”. Tutto qui, nessuna soluzione Gli insegnanti di Andrea non sono stati in grado di aiutarlo».

Ora Andrea resterà al Venturi. Rifarà la prima. Vuole insistere perché pensa che l’indirizzo di studi gli piace. «Bocciarlo in questo modo umiliante non servirà a nulla», conclude la madre. (c.g.)

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