Vignola, assoldò killer per uccidere il padre, condannata
La figlia Cristina Pancaldi condannata a nove anni di carcere, otto anni al suo compagno Fabio Rasponi e otto anni a Salvatore Vascoli che si improvvisò killer
VIGNOLA Nove anni di carcere per aver tentato di uccidere il padre assoldando un sicario, fatto avvenuto a Vignola, nel novembre del 2015. Questa la sentenza arrivata in primo grado, con il rito abbreviato, in tribunale a Modena, nei confronti di Cristina Pancaldi, 48enne figlia di Luciano, oggi 75enne, accoltellato con nove fendenti alla schiena in centro a Vignola mentre rincasava a piedi (e salvato poi in ospedale). Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini dei carabinieri, l'ingaggio del sicario fu deciso per motivi di eredità, mentre al potenziale killer sarebbe andata una somma di 10mila euro una volta ucciso l'anziano.
A conclusione del rito abbreviato, celebrato davanti al giudice Andrea Romito, pubblico ministero Pasquale Mazzei, sono state decise altre tre condanne agli altri soggetti coinvolti nella vicenda. Otto anni a Fabio Rasponi, 40enne compagno della donna, e complice nel disegno che avrebbe dovuto portare alla morte del 75enne, otto anni a Salvatore Vascoli, 40enne improvvisatosi killer per 10mila euro. Stessa condanna, infine, nei confronti del 25enne Rosario Sanbasile, che avrebbe agito da intermediario tra Vascoli e la coppia di mandanti.
Il giudice Romito ha abbassato di poco la pena rispetto alle richieste dell'accusa per la figlia della vittima dell'agguato, del compagno e dell'intermediario. Ha invece inasprito quella arrivata nei confronti del sicario. Sei era la richiesta di Mazzei, otto appunto la sentenza. Gli avvocati delle parti attendono ora le motivazioni della sentenza per valutare eventuali appelli, il giudice non ha stabilito provvisionali, rimandando la quantificazione dell'eventuale risarcimento dei danni in sede civilistica.
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