IL DIARIO/ Gli spari sotto (casa): Il “generale” Franco mi vuole arruolare come vigilantes...
di Ivan Sciapeconi
Se hai il concerto di Vasco sotto casa, lo sai che gli altri si sono dati da fare per tempo. È una questione di sicurezza.Cammini per strada e vedi un tipo con ray ban aviator e cappellino nero che...
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Se hai il concerto di Vasco sotto casa, lo sai che gli altri si sono dati da fare per tempo. È una questione di sicurezza.
Cammini per strada e vedi un tipo con ray ban aviator e cappellino nero che fa finta di nulla. Nessun dubbio, è un vigilantes di condominio venuto a studiare il terreno. I vigilantes sono la novità di questo inizio estate, uno a ogni crocicchio.
Provo a immaginare la scena. Duecentoventimila più i curiosi in cerca del senso della vita (“anche se questa vita, un senso non ce l’ha”) sciamano lungo la via Emilia sotto il controllo di una lunga fila di occhiali a goccia. Qualcosa non mi convince.
E poi ho fatto la scelta di abitare in un condominio pop. A me piace il mio condominio pop, ti pare che ci mettiamo ad assoldare un vigilantes...
“Signor Ivan. Non possiamo far finta di nulla”. Mi dice il signor Franco, militare in pensione. “Ci dobbiamo organizzare”.
E con “ci dobbiamo organizzare”, mi spiega, intende turni di vigilanza, come per le pulizie delle scale.
Provo a immaginare la scena. Turno dalle due alle tre di notte di fianco al portone. Mi vedo fronteggiare una modica quantità di assalitori. Facciamo settantacinque… che faccio?
Io li invito a prendere un caffè in terrazzo, niente vetro come da ordinanza e quattro chiacchiere su Vasco per buttarla sulla simpatia.
Ma forse il signor Franco non sarebbe d’accordo.
Cammini per strada e vedi un tipo con ray ban aviator e cappellino nero che fa finta di nulla. Nessun dubbio, è un vigilantes di condominio venuto a studiare il terreno. I vigilantes sono la novità di questo inizio estate, uno a ogni crocicchio.
Provo a immaginare la scena. Duecentoventimila più i curiosi in cerca del senso della vita (“anche se questa vita, un senso non ce l’ha”) sciamano lungo la via Emilia sotto il controllo di una lunga fila di occhiali a goccia. Qualcosa non mi convince.
E poi ho fatto la scelta di abitare in un condominio pop. A me piace il mio condominio pop, ti pare che ci mettiamo ad assoldare un vigilantes...
“Signor Ivan. Non possiamo far finta di nulla”. Mi dice il signor Franco, militare in pensione. “Ci dobbiamo organizzare”.
E con “ci dobbiamo organizzare”, mi spiega, intende turni di vigilanza, come per le pulizie delle scale.
Provo a immaginare la scena. Turno dalle due alle tre di notte di fianco al portone. Mi vedo fronteggiare una modica quantità di assalitori. Facciamo settantacinque… che faccio?
Io li invito a prendere un caffè in terrazzo, niente vetro come da ordinanza e quattro chiacchiere su Vasco per buttarla sulla simpatia.
Ma forse il signor Franco non sarebbe d’accordo.
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