Gazzetta di Modena

Modena

Il ministro a Modena: «Inglese obbligatorio fin dalla scuola materna»

Il ministro a Modena: «Inglese obbligatorio fin dalla scuola materna»

Il ministro Valeria Fedeli ospite dell’università a Modena: «La formazione permanente è un diritto fondamentale. L’alternanza scuola-lavoro non è solo un tirocinio»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA  «L’alternanza scuola-lavoro non è un semplice tirocinio, ma molto di più. Del resto, è entrata strutturalmente nei curricula dei nostri ragazzi, e nel 2019 entrerà negli esami di Stato e determinerà parte della valutazione». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, ieri pomeriggio a Modena per partecipare a un incontro organizzato dall’Unimore nell’aula convegni del complesso universitario di via San Geminiano. Il ministro, accompagnato dal senatore Maurizio Sacconi, dal rettore Angelo Andrisano e dal professor Giuseppe Pellacani, ha così affrontato il tema dell’alternanza istruzione-lavoro, ragionando sulla possibilità di ‘imparare in azienda e lavorare tra i banchi’, come suggeriva il titolo del convegno. Intervenendo prima del ministro, il senatore Sacconi ha parlato della necessità di «organizzare un apprendimento permanente, un diritto che rappresenta il vero Articolo 18 postmoderno».

L’ex ministro del Lavoro ha quindi fatto notare che «oggi esiste un gap tra innovazione e apprendimento che richiede un cambio di metodologia: non parliamo di tecnica, ma di un metodo pedagogico nuovo». Dopo aver ricordato che «oggi c’è un abuso di tirocini, che invece dovrebbero essere utilizzati soprattutto nel percorso scolastico e per un breve periodo», il senatore ha spiegato che «per organizzare un mercato del lavoro decisamente transizionale è necessario avere come baricentro il territorio».

LE PROPOSTE Prendendo la parola, l’onorevole Fedeli ha spiegato che «oggi serve una cultura della digitalizzazione, e non soltanto lo strumento tecnologico in sé». Il ministro ha quindi concordato con Sacconi sulla centralità della formazione permanente: «E’ proprio vero - ha detto - si tratta di un diritto che ha il valore dell’Articolo 18, un diritto individuale e soggettivo molto forte, perché è quello che dà più garanzie. Per questo, dobbiamo tornare a investire molto, anche per contrastare la dispersione scolastica». E sempre a proposito di formazione, il ministro ha fatto notare che «bisogna mettere l’inglese obbligatorio per tutti fin dalla materna». Quindi, a margine del convegno, una battuta anche sulla battaglia parlamentare sullo ‘Ius Soli’: «Si tratta di una questione di civiltà - ha detto - un tema serio e importante. Auspico che tutte le forze politiche ci riflettano, perché stiamo parlando di bambine e bambini che sono nati in Italia, frequentano le nostre classi e parlano la nostra lingua. Francamente, dire che non dovrebbero avere la cittadinanza mi sembra una cosa molto pesante. Noi stiamo facendo un lavoro importante a favore dell'integrazione - ha aggiunto - e ritengo giusto anche il recente intervento della Cei a questo proposito. Del resto, sono convinta che la qualità dell'integrazione sia anche sinonimo di sicurezza. Ripeto, parliamo di bambini che stanno con noi da anni. Se sarà necessaria la fiducia? - ha chiuso rispondendo alle domande - l'importante è che se ne discuta, che si discuta nel merito senza aggressioni verbali che nulla hanno a che vedere con un confronto democratico».

Luca Gardinale
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google