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Mirandola, indennizzo bloccato, assale banca

Mirandola, indennizzo bloccato, assale banca

Ex cliente Carife ottiene ristorno parziale: «Ma non vogliono darmelo»

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MIRANDOLA. Si è presentato ieri pomeriggio in banca, alla nuova Carife, sorta sulle ceneri della fallita Cassa di Ferrara, deciso a chiedere ogni chiarezza.

«E non me ne andrò finché non mi avranno dato i miei soldi», ha esordito Mario Grossi, vulcanico e conosciuto geometra, un volto noto nel mondo delle costruzioni e delle sue difficoltà. La sua versione è fortemente accusatoria, e comunque per arrivare ad un chiarimento Grossi si è lungamente trattenuto nella filiale mirandolese di via Gramsci. «Mi succede che la vecchia Carife aveva trattenuto a garanzia di un conto bancario 90mila euro - spiega - Cinquantamila, e sostengo senza avermelo mai comunicato, la Banca li ha utilizzati per auto-acquistare delle obbligazioni. È noto che la banca è fallita, così ho perso i miei soldi».

Ma l’imprenditore, mettendosi in fila con tanti altri ex clienti, non si è dato per vinto. «Sono andato a Ferrara, mi sono iscritto al sindacato, mi hanno curato le pratiche e, anche alla luce delle mie condizioni personali, mi hanno riconosciuto un risarcimento di circa 30mila euro. Forse ho fatto l’errore di farmeli girare sul conto corrente del nuovo istituto che ha preso il posto del vecchio, perché quando li ho richiesti, mi hanno detto che erano bloccati. Ora, detto che per “sequestrare” i soldi di un cliente occorre un titolo legale idoneo a farlo, la trovo comunque un’ingiustizia: mi hanno preso quei 50mila euro, sono falliti e quando combattendo riesco ad ottenere un parziale indennizzo, mi prendono anche quelli», diceva ieri Grossi, deciso a non andarsene e semmai a chiamare i carabinieri.
 

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