Modena, dentro all’ex ortofrutta chi spaccia s’è fatto una casa
Gli affari vanno così bene alla Sacca che chi spaccia ha pensato di trovare una sistemazione in loco, per essere più vicini ai clienti, per potersi servire meglio, per essere sempre “sulla piazza”. E...
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MODENA. Gli affari vanno così bene alla Sacca che chi spaccia ha pensato di trovare una sistemazione in loco, per essere più vicini ai clienti, per potersi servire meglio, per essere sempre “sulla piazza”. E così, non trovando appartamenti o case normali perché darebbero troppo nell’occhio, hanno pensato di crearsi un alloggio con le proprie mani, lontano da occhi indiscreti. Nel bel mezzo del deserto dell’area dell’ex mercato bestiame e di quella dell'ex mercato ortofrutticolo, ecco che all’interno del capannone dietro dell’ex borsa merci c’è una casetta. È dotata di tutto: c’è l’area notte, con giacigli, cuscini e il buio necessario per riposare, c’è una piccola dispensa con gli scaffali dove, ieri pomeriggio, c’erano alcune cipolle e altre cibarie, c’è un tavolino con tanta carta stagnola per inalare la droga o fare confezioni, tavoli, sedie e tutto il necessaire per lavarsi.
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L’acqua potabile l’offre l’hotel, ovvero il grande capannone che ospitava l’ex mercato ortofrutticolo: un idrante è stato infatti srotolato e portato in casa, da lì esce copiosamente tutta l’acqua del sindaco che si vuole usare per lavare e lavarsi C’è pertanto anche una zona dove si possono stendere i panni e c’è anche un tavolino con alcune sedie intorno, una specie di salottino esterno al rettangolo protetto, ovvero “in muri” in legno della casetta. La casetta è in mezzo al grande spazio, mentre ai lati ci sono delle stanze-ufficio più piccole, utilizzate come latrine. Per entrare e per uscire basta scavalcare una recinzione, non tanto alta, dietro all’edificio dell’ex borsa merci oppure percorrere quella che un tempo era una strada di servizio del mercato bestiame, dove ora ci sono resti di un cantiere fermo da anni, questo accedendo dal lato dove c’è la banca: il cancello è aperto e in fondo c’è un pertugio.
I residenti del tratto iniziale di via del Mercato hanno notato il via vai di giovani, africani perlopiù, ma non manca anche qualche maghrebino: c’è chi entra e chi esce durante il giorno ma è verso sera che , dopo la giornata di lavoro in quartiere, gli inquilini della casetta (la casa dello spaccio) fanno rientro e le presenze si fanno più numerose.
Stefano Totaro
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