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Modena, Seta, caos su orari e tempi di viaggio Boom di punizioni

di Saverio Cioce
Modena, Seta, caos su orari e tempi di viaggio Boom di punizioni

I sindacati unanimi: «Questa dirigenza cerca solo lo scontro Neanche con le strade vuote si rispettano queste tabelle»

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MODENA. Tempi di percorrenza ridotti di un quarto scaricando sui viaggiatori tutti i ritardi. Indicazioni sbagliate sulle tabelle degli orari estivi alle fermate degli autobus in modo da scaricare le colpe sugli autisti.

E ancora: provvedimenti disciplinari sugli autisti modenesi di Seta a colpi di sanzioni che hanno toccato quota 390 contro le 40 a carico dei colleghi di Reggio e le 25 per Piacenza.

L’elenco dei deficit della dirigenza di Seta Modena, come riferito dai sindacati, arriva a stretto giro di posta a pochi giorni dal consiglio comunale che sarà dedicato alla mozione dei gruppi di minoranza. L’elenco delle inadempienze verrà formalizzato in un documento condiviso con i soci pubblici, ovvero gli enti locali, azionisti della società. La situazione è resa sempre più incandescenze per le ripetute esternazioni del presidente Vanni Bulgarelli, che continua a indicare nei certificati di malattia fasulli l’origine dell’assenteismo e la voragine delle 40 mila ore di straordinari all’anno.

«Adesso basta, il presidente deve agire nell’interesse degli utenti e non scaricare le sue colpe sugli autisti - dicono a una sola voce i rappresentanti delle sigle sindacali di seta - Da quando ha cominciato il ritornello dei certificati di malattia gli chiediamo di vedere la documentazione. In sei mesi non ci ha fatto vedere nulla di nulla; dunque, secondo noi, le sue sono calunnie gratuite nei confronti della categoria degli autisti. Ha il diritto e il dovere di controllare gli autisti; dunque lo ha fatto? Noi abbiamo avuto decine di colleghi che hanno chiesto una giornata di ferie per andare in ospedale ed effettuare visite cliniche già programmate dall’Ausl. Non le hanno mai concesse: e allora il guidatore che deve fare, non deve curarsi?»

Sui controlli sanitari gli aneddoti si sprecano. Uno dei più notevoli è quello di un autista in vacanza colpito negli ultimi tre giorni di ferie da un malore. Parte da Seta la richiesta di visita fiscale, il medico arriva, riscontra la presenza del malato a casa, nel luogo e nell’orario indicato.

L’autista rientra a Modena e lunedì mattina, puntuale, si presenta al lavoro, salvo scoprire che a casa c’è la mancata presenza nel suo domicilio modenese.

«Ho chiesto spiegazione - ha detto l’interessato - e mi è stato detto che la dirigenza di Seta aveva disposto la verifica durante le ferie e il primo giorno di rientro: 330 euro buttati via per pagare i sanitari».

Ma è sul versante della sicurezza dei mezzi e dei viaggiatori che le critiche diventano più appuntite. «La dirigenza Seta continua a comprare mezzi usati e con troppi chilometri alle spalle - dicono Faisa, Cgil, Cisl, Uil, Ugl - Così dopo un paio d’anni, mancando la manutenzione come a tutti gli altri, i problemi meccanici esplodono. E intanto continua la politica di presentare una manciata di mezzi revisionati e verniciati di fresco, peraltro in gran parte distinati a Reggio e Piacenza. A Modena ne restano pochissimi. Che resta ai modenesi? Solo tagli. Ad esempio nei documenti ufficiali si dice che il personale dev’essere ridotto di 70 unità, la metà solo a Modena e 35 nelle altre due province».

Infine la gestione del traffico e le attese interminabili in piena estate per i passeggeri che aspettano alle fermate.

«Ecco qui - indicano i rappresentanti degli autisti indicando le nuove tabelle degli orari estivi per le fermate - Dalle 17 in poi si indicano con asterisco le corse comunque garantite anche in caso di scioperi. Sbagliato, la legge indica fino al 30 giugno solo le fasce protette che arrivano sino alle 16. Dunque, per il prossimo sciopero del 26 giugno, Seta che farà? Si dimenticherà come l’altra volta di informare i cittadini con i cartelli alle fermate che quello che c’è scritto è sbagliato? Nella migliore delle ipotesi porterà solo altra confusione».

«Infine - concludono - come sono realizzati i risparmi sbandierati con la riduzione delle corse e dei tempi di percorrenza. Ancora una volta a spese degli utenti e degli autisti. Tre esempi. La linea 1, con l’orario estivo, passa da 40 a 30 minuti da capolinea a capolinea. La linea 3, peraltro sempre in ritardo cronico e che va da via Mattarella a via Repubblica di Montefiorino, ha gli stessi tempi di percorrenza sia che arrivi a Vaciglio sia che non ci passi per niente. Ma come mai può essere possibile? Infine la linea 6 il cui percorso, dall’autostazione a via Chinnici passando per il centro, dev’essere completata in 15 minuti. Ma neanche con le strade vuote ci si può riuscire!».


 

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