il preside sull’alunno bocciato al venturi
«Note e sospensioni, la dislessia non c’entra»
Una sfilza di “1” nelle interrogazioni e una pagella fatta solo di “3”? Il caso dell’alunno di prima classe dell’istituto Venturi viene spiegato dal preside Alberto De Mizio. Risponde con pacatezza...
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Una sfilza di “1” nelle interrogazioni e una pagella fatta solo di “3”? Il caso dell’alunno di prima classe dell’istituto Venturi viene spiegato dal preside Alberto De Mizio. Risponde con pacatezza allo sfogo della madre che sulle colonne della Gazzetta, difendendo il figlio gravemente dislessico, aveva duramente criticato il sistema di valutazione degli insegnanti. «Umanamente posso capire il risentimento della mamma - dice il preside De Mizio, che guida anche l’istituto Cattaneo-Deledda - resta il fatto che di studenti con la qualifica Dsa, cioè con disturbi speciali dell’apprendimento noi ne abbiamo circa 160. Nel caso specifico, in quella classe, oltre al ragazzo in questione ce ne sono altri sei, per un totale di sette che vengono seguiti dagli insegnanti, assieme a un’altra ventina. Come sempre in ques ti casi si cerca di fare il possibile, sempre con la collaborazione delle famiglie, ogni volta che è possibile». Il preside riordina un attimo le idee e poi espone i dati che ha raccolto in classe assieme agli insegnanti. «Il caso di quel ragazzo è particolarmente grave. Il suo certificato risaliva al 2013 e noi aspettima il rinnovo che avrebbe dovuto essere fatto nel 2016. Fino a oggi non ci è stato portato nulla ma non ne abbiamo fatto un caso. Il guaio è che quel ragazzo, a differenza di altri Dsa, ha dato molti problemi nei rapporti coi compagni di classe. Per questo ha messo insieme una serie impressionante di note disciplinari che hanno portato anche a un provvedimento di sospensione. Detto questo come scuola, e anche io personalmente come presidi, siamo sempre pronti a discutere con la famiglia sui correttivi e le misure integrative per aiutarlo al meglio. Ma deve essere chiaro che un certificato Dsa, effettuato dalle autorità sanitarie, non è un lasciapassare per fare il caos a scuola e garantirsi la promozione». (s.c.)
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